Reazioni contrastanti sulla ristrutturazione della Posta
La decisione della Posta di sopprimere da 700 a 900 uffici postali ha suscitato reazioni contrastanti. Il presidente della Confederazione Moritz Leuenberger ha affermato che la ristrutturazione è indispensabile, mentre i sindacati aspettano di vedere gli effetti delle misure prese. Le regioni rurali temono poi per il futuro del servizio pubblico.
«Non si può finanziare il servizio pubblico, non aumentare le tasse e mantenere la rete postale», ha affermato il capo del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC), sottolineando inoltre che le campagne non sono le sole regioni ad essere colpite. Città come Basilea e Berna non sono state risparmiate. «In questi grandi agglomerati, la situazione è spesso assurda. Uffici postali sono ubicati a 200 metri l’uno dall’altro: ciò non è redditizio», ha dichiarato Leuenberger.
Sul fronte sindacale, non ci si oppone unanimamente alla chiusura di 140-180 uffici postali all’anno. Il Sindacato della comunicazione «accetta» la decisione del gigante giallo e sostiene che «la Posta è riuscita ad impedire i tagli netti che si proponeva di realizzare nella rete degli uffici postali» e precisa che ha ottenuto garanzie in favore degli impiegati: niente licenziamenti del personale fisso, misure socialmente accettabili e programmi di formazione.
La Federazione svizzera dei sindacati cristiani (FSSC) è invece scioccata: le conseguenze socio-economiche della decisione della Posta saranno «radicali» e «numerose regioni rurali saranno colpite nel vivo». Per la Federazione, la creazione di una banca postale non ha più futuro, in quanto uno dei suoi lati positivi sarebbe stato quello di possedere una rete di filiali ben ramificata nelle regioni periferiche e di montagna. Transfair, il sindacato dei servizi pubblici e del terziario, teme invece che vengano soppressi posti di lavoro.
I comuni rurali e di montagna deplorano la decisione presa dalla Posta e reclamano mezzi supplementari per assicurare il servizio pubblico. Anche i cantoni si dichiarano preoccupati.
L’associazione padronale «Economiesuisse», al contrario, ha giudicato positivamente la ristrutturazione della rete degli uffici postali: «In un settore in fase di liberalizzazione, il servizio pubblico della Posta si rafforzerà solo se si decide di contrastare realmente i problemi di base».
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.