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Reazioni di imbarazzo per l’errore statistico nel rincaro

L'annuncio dell'errore di valutazione della componente olio da riscaldamento nell'indice dei prezzi al consumo è stato accolto con imbarazzo e delusione dagli ambienti interessati. Di seguito vi proponiamo un riassunto delle principali reazioni.

I sindacati non ritengono che la correzione abbia grosse conseguenze, i datori di lavoro parlano di perdita di fiducia e la Banca nazionale svizzera (BNS) riesaminerà i pronostici sull’inflazione del 2001.

Visto l’errore commesso nel calcolo del rincaro, l’Unione svizzera degli imprenditori (USI) chiede al Consiglio federale di creare un organo di sorveglianza indipendente che vigili sull’indice dei prezzi al fine di ristabilire la fiducia. Simili errori – indica – rappresentano un pericolo per la politica e l’economia del Paese. L’USI si domanda se i risultati raggiunti nei negoziati salariali non siano da rivedere.

L’Unione sindacale svizzera (USS) ritiene che la correzione sia deplorevole e giustificata, ma che non abbia grosse conseguenze, osserva il segretario centrale Serge Gaillard. Anche secondo la Federazione svizzera dei sindacati cristiani (FSSC) la situazione non va drammatizzata. Gli aumenti salariali sono comunque inferiori agli incrementi di produttività, indica la FSSC.

L’errore statistico non influenza le rendite AVS e AI, secondo Harald Sohns, portavoce dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS). La modifica toccherà invece le rendite in caso di infortuni. I versamenti della Suva si basano infatti sul tasso di inflazione di settembre, spiega Anton Streit, vice direttore presso l’UFAS.

Forse c’è anche chi approfitterà della revisione del paniere. L’Associazione svizzera inquilini (ASI) raccomanda di esaminare i conteggi nel caso in cui le pigioni negli ultimi mesi siano state ritoccate in base all’aumento dell’indice dei prezzi al consumo. La Società svizzera dei proprietari fondiari invita alla prudenza: la situazione va in primo luogo analizzata attentamente, osserva il direttore Ansgar Gmür.

La BNS rivedrà le sue previsioni sull’evoluzione dell’inflazione nel 2001. E il tempo stringe, visto che fra otto giorni dovrà presentare la propria politica monetaria per i prossimi mesi. Secondo UBS e CS, le pressioni inflazionistiche si fanno sentire, malgrado la correzione verso il basso del rincaro per gli ultimi mesi. Per i due istituti di credito, i prezzi saliranno, spinti verso l’alto dalla crescita congiunturale e dalla difficoltà di reperire personale sul mercato del lavoro.

swissinfo e agenzie

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