Rientrati dall’India i soccorritori svizzeri
Sono rientrati giovedì a Zurigo-Kloten 50 volontari della squadra svizzera di soccorso impegnata nello stato di Gujarat, in India, in seguito al disastroso terremoto del 26 gennnaio. Ad accoglierli, all'aeroporto, parenti, amici, autorità e molti giornalisti.
Stanchi, ma anche fieri del lavoro svolto, uomini, donne e diversi cani sono stati riportati in patria da un volo speciale. Erano partiti il giorno stesso della catastrofe e molti di loro, hanno raccontato, non hanno toccato un letto nei primi due giorni. Hanno tirato fuori dalle macerie almeno otto persone ancora in vita, tra cui una bambina di sette anni («per un uomo» – ha raccontato il primo tenente Matteo Ferrari, di Lugano – «abbiamo lavorato sedici ore») ed hanno restituito ai familiari i corpi di numerose vittime.
Dopo gli abbracci di parenti e amici, il ringraziamento ufficiale della Svizzera è stato portato loro dall’ambasciatore Walter Fust, capo della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (Dsc), che ha paragonato la loro azione di soccorso al «respiro del mondo». Il divisionario Hugo Christen, per conto del Dipartimento federale della difesa, ha parlato di «impagabile contributo» per il quale «siete tornati con una medaglia simbolica». Toni Frisch, responsabile della missione nel Gujarat, ha ringraziato i volontari per il loro impegno ed ha ricordato l’eco ampiamente positiva riportata nei media. Parole di sincero ringraziamento ha rivolto loro anche un diplomatico dell’ambasciata indiana a Berna.
La squadra svizzera di soccorso è il risultato operativo della «Catena svizzera di salvataggio», alla quale aderiscono 8 diverse organizzazioni: la Dsc, il Servizio sismologico svizzero, la Guardia aerea svizzera di soccorso, la Società svizzera per i cani da catastrofe, le truppe di salvataggio dell’esercito, la Croce Rossa svizzera, il gruppo Swissair e la Unique Zurich Airport.
Si tratta di un’unità specializzata nella localizzazione, nel salvataggio e nella prestazione delle prime cure alle persone sepolte sotto le macerie in seguito ai terremoti che si verificano all’estero. Al completo, conta 100 persone, 18 cani da catastrofe e 16 tonnellate di materiali. È pronta a partire tra le 8 e le 12 ore dopo il momento in cui ne viene deciso l’intervento e può operare fino a 7 giorni. Nei 18 interventi compiuti dal 1981, anno della sua costituzione, ha potuto salvare 73 vite umane.
Silvano De Pietro
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