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Rincaro del 2.9 per cento per i salari oggetto di contratti collettivi

La crescita delle remunerazioni non è stata uniforme nei vari rami d'attività Keystone

I 34 principali contratti collettivi di lavoro (CCL) della Svizzera prevedono per il 2001 aumenti salariali del 2,9 per cento in media. L'incremento stabilito dai CCL, che riguarda 431 800 lavoratori, è il maggiore dal 1993. Lo indica l'Ufficio federale di statistica (UST) in una nota diramata martedì

Del rialzo, 2,1 punti percentuali derivano da aumenti generalizzati, 0,8 punti da aumenti attribuiti a livello individuale. È stata così rilevata una perdita di importanza del salario al merito, osserva l’UST. Tra il 1994 e il 1998 era stata osservata una tendenza a rafforzare gli incrementi salariali su base individuale. Da allora hanno riguadagnato terreno gli aumenti generalizzati. Anche i minimi salariali stabiliti da 31 CCL sono progrediti del 2,9 per cento, prosegue la nota.

La crescita delle rimunerazioni non è stata uniforme nei vari rami. Nel settore primario i salari sono aumentati del 2 per cento, in quello secondario del 3,3 per cento (2,4 per cento generale e 0,9 per cento individuale) e
nel terziario del 2,4 per cento (rispettivamente più 1,3 per cento e più 1,1 per cento).

Sono stati registrati rialzi superiori alla media per i comparti della lavorazione del legno (più 3,7 per cento), delle comunicazioni (più 3,8 per cento) e dell’edilizia (più 3,6 per cento). I risultati più bassi sono stati raggiunti nel settore della salute e servizi sociali (più 1,4 per cento), nella produzione di strumenti di precisione e di orologi (più 1,3 per cento) e nel settore alberghiero e della ristorazione (invariati).

Per quanto riguarda i minimi salariali, gli incrementi più consistenti sono stati rilevati nei servizi per le imprese (più 4,3 per cento), nella lavorazione del legno (più 3,7 per cento) e nella fabbricazione di prodotti in metallo (più 3,5 per cento). I settori del commercio al dettaglio (più 1,8 per cento), della sanità e servizi sociali, delle comunicazioni e delle tipografie (più 1,3 per cento) hanno concesso aumenti inferiori alla media.

swissinfo e agenzie

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