Sì delle banche cantonali e private alle richieste sull’accordo globale
La banche cantonali e private esaminate dalla commissione Volcker, accettano le richieste del giudice americano Edward Korman sulla publicazione e archiviazione dei conti in giacenza dell'Olocausto. Lo ha comunicato l'Associazione svizzera dei banchieri.
Con questa decisione le banche cantonali e private svizzere beneficeranno della protezione dell’accordo globale. «Le 16 banche cantonali e i 25 istituti privati che sono stati interpellati hanno tutti aderito alle richieste del giudice americano», ha indicato mercoledì James Nason, addetto stampa dell’Associazione svizzera dei banchieri (ASB).
Incaricata di centralizzare l’insieme della varie posizioni, l’ASB aveva inviato un questionario a tutti gli istituti finanziari interessati. Hanno accolto le esigenze del magistrato in particolare le banche cantonali di Vaud (BCV), Zurigo (BCZ), Basilea Citta e la Banca privata ginevrina Darier Hentsch & Cie.
A metà agosto l’ASB aveva raccomandato ai suoi membri di piegarsi alle ultime richieste di Korman se non volevano vedersi ostacolate nella loro attività, presente e futura, negli Stati Uniti.
Le rivendicazioni della giustizia americana poggiano sulle raccomandazioni della commissione Volcker che, nel rapporto finale, aveva chiesto la pubblicazione di 26 mila conti in relazione verosimile con l’Olocausto e l’archiviazione centralizzata di 4,1 milioni di conti aperti tra il 1933 e il 1945.
swissinfo e agenzie
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