Sabena versus Swissair, finita la protesta in pista
Cresce ulteriormente di tono la vertenza fra Swissair e Sabena: un Airbus di Swissair è stato bloccato per 24 ore all'aeroporto di Bruxelles da un gruppo di dipendenti della compagnia belga che protestavano contro la politica del gruppo elvetico.
L’azione dimostrativa, iniziata martedì sera, si è conclusa mercoledì in serata.
Il mezzo di pressione è stato considerato inaccettabile da Swissair, che ha pure ribadito la delusione dopo l’annuncio, martedì, di una causa intentata dal governo belga, che detiene il 50,5 % della Sabena. All’azione giudiziaria contro il gruppo svizzero Sabena non si è unita, contrariamente a quanto affermato martedì.
Mercoledì un portavoce della direzione di Sabena ha infatti praticamente smentito le dicharazioni rilasciate 24 ore prima dal presidente del consiglio di amministrazione (CdA) Fred Chaffart. “Al momento non vi sono azioni giudiziarie di Sabena contro il gruppo Swissair”, ha indicato all’ats Olivier Gillis.
Secondo il portavoce, Sabena non può citare in tribunale un azionista che non rispetta i suoi impegni, come invece ha fatto lo Stato belga. “La società potrebbe presentare una denuncia solo per quanto riguarda la gestione dell’impresa: stiamo analizzando la questione”, ha detto Gillis.
Dopo la seduta del CdA, Chaffart aveva dichiarato martedì che Sabena si univa alla causa promossa dal governo di Bruxelles, che chiede a Swissair un prestito di 804 milioni di franchi o di versare risarcimenti per 538 milioni di franchi se la compagnia elvetica dovesse rifiutare. Chaffart aveva ripetuto le sue affermazioni anche in serata parlando a fianco di Rik Daems, ministro dei trasporti belga.
La decisione del governo belga di passare alle minacce è stata presa dopo aver esaminato la proposta svizzera su Sabena, giudicata inaccettabile, ha indicato una fonte vicina al governo. Per Rainer Meier, portavoce del gruppo svizzero, questi procedimenti sono solo manovre diversive, che mirano a camuffare il fatto che lo Stato belga non voglia più finanziare la compagnia assieme a Swissair.
“Per il momento non siamo perseguibili”, ha detto Meier all’ats. Gli accordi bilaterali non sono ancora stati ratificati: ciò non permette ad ogni modo a Swissair di portare la sua partecipazione in Sabena dal 49,5 percento attuale all’85 percento previsto, ha aggiunto Meier. Meier ha respinto pure le accuse di cattiva gestione. Con il suo 50,5 percento di azioni lo Stato belga è sempre maggioritario nel consiglio di amministrazione ed è quindi esso pure responsabile della situazione attuale.
Lunedì sera il gruppo aereo elvetico aveva sottoposto una nuova offerta alla controparte. Essa prevede che Swissair Group e lo Stato belga iniettino assieme in parti uguali 275 milioni di euro (418 milioni di franchi) nella Sabena. Inoltre Swissair Group s’è detto disposto a concedere un prestito di 30 milioni di euro (46 milioni di franchi) alla compagnia belga.
In cambio Swissair Group chiedeva la revisione dell’accordo in vigore e cioè di non dover aumentare la partecipazione in Sabena all’85 percento e di non avere altri obblighi finanziari. Né lo Stato belga né il gruppo elvetico hanno interesse a battersi in tribunale per determinare la somma dovuta a Sabena, indicano alcuni specialisti interpellati dall’ats.
Una questione che poteva essere risolta facilmente ha registrato una svolta drammatica che rischia di durare parecchio tempo, ha dichiarato Jean-Pierre Duboin, analista della Banca Edouard Constant. Per ora tuttavia lo Stato belga, è ancora allo stadio dell’annuncio e della minaccia, ha aggiunto lo specialista.
Per Yann Couchennec, della rivista francese Air&Cosmos, i belgi fanno “un grave errore domandando troppo a Swissair, che non ha i mezzi per pagare”. Sabena non può sopravvivere da sola, deve ricomporre la vertenza con il gruppo svizzero, poiché non ci sono alternative, nessuno è interessato a tale compagnia, secondo lo specialista.
Inversamente, Swissair non può rinunciare a una piattaforma europea, ha proseguito l’esperto, ricordando le capacità limitate dello scalo di Kloten e le nuove norme anti-rumore imposte dalla Germania, che pregiudicheranno il vettore elvetico.
Quanto alle pressioni del governo belga, il portavoce dell’Ufficio dell’integrazione José Bessard ha detto che la procedura di ratifica in Belgio segue il suo corso, anche se Bruxelles ha deciso di intentare causa contro la Swissair.
I sindacati del personale di Sabena sperano ancora in una soluzione per la compagnia aerea belga. Freddy Tack, del sindacato socialista FGTB, ha ricordato che la posta in gioco è il destino della compagnia di bandiera e del posto di lavoro di circa 12mila persone. Nel frattempo le organizzazioni dei dipendenti intendono esercitare “una pressione massima” per influenzare le discussioni nell’interesse del personale.
L’apertura delle ostilità giuridiche, innescata dalla volontà di Swissair di separarsi da Sabena ha avuto come corollario disagi nei collegamenti fra Zurigo e Bruxelles. Una trentina di sindacalisti avevano bloccato martedì sera verso le 19 l’Airbus A321 di Swissair che avrebbe dovuto decollare alle 20.40 dall’aeroporto di Zaventem in direzione di Kloten. I 43 passeggeri che dovevano partire per Zurigo sono stati sistemati per la notte in un albergo della capitale.
L’azione, definita “simbolica” e durata 24 ore, ha comportato l’annullamento di cinque voli mercoledì fra Bruxelles e Zurigo o in senso inverso: sono stati toccati 800 passeggeri, che hanno in parte potuto far ricorso a voli alternativi su Maastricht (Olanda).
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.