The Swiss voice in the world since 1935

Si riparla della privatizzazione di Swisscom

Il Consiglio degli Stati discuterà in giugno il progetto di privatizzazione di Swisscom Keystone Archive

Il governo potrebbe dover riprendere in mano il progetto di privatizzazione totale dell'operatore telefonico Swisscom.

La Commissione delle telecomunicazioni della camera alta – diversamente da quanto avvenuto in Consiglio nazionale – chiede l’entrata in materia per il dossier Swisscom.

Il progetto di privatizzazione dell’operatore telefonico Swisscom ha ancora qualche speranza di non venire completamente affossato.

La camera bassa del parlamento – il Consiglio nazionale – aveva deciso la non entrata in materia. Sabato, la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni (CTT) del Consiglio degli Stati ha proposto l’entrata in materia e un rinvio al governo del dossier sulla privatizzazione totale di Swisscom. La CCT, infatti, ritiene che il Consiglio federale debba riesaminare a fondo il progetto.

La decisione è stata presa con una maggioranza risicata: 6 voti contro 6 e il «sì» del presidente, il liberale radicale Thomas Pfisterer, a far pendere l’ago della bilancia.

È difficile prevedere se la proposta di entrata in materia della CTT verrà accolta dal plenum. La composizione partitica della commissione, infatti, non riflette quella dell’intero Consiglio degli Stati, dove i popolari democratici (PPD) e i socialisti (PS) – che già si sono opposti all’entrata in materia nella camera bassa – dispongono di una maggioranza di 24 voti contro 22.

Togliere il piede dal gas

Il progetto, molto controverso, ha dunque spaccato anche la CTT della camera alta. Un segnale che il Consiglio federale non può ignorare. La privatizzazione di Swisscom necessita di essere studiata meglio.

Per questo, la CTT ha deciso, con 7 voti a 0, che in caso di entrata in materia proporrà di rispedire il dossier al Consiglio federale, incaricandolo di approfondire una serie di punti: obiettivi e ampiezza della privatizzazione di Swisscom, servizio universale, apertura del mercato, sicurezza, ecc.

Per la commissione è chiaro che una privatizzazione totale senza misure d’accompagnamento non può essere presa in considerazione. Ecco perché il progetto va rivisto in modo dettagliato e completato. Ciò richiederà del tempo, ma, ha detto il presidente della CCT Pfisterer, «bisogna togliere il piede dal gas».

Stando a Pfisterer, la maggioranza della Commissione è contro una privatizzazione pura e semplice di Swisscom, ma vorrebbe che il Consiglio federale studiasse a fondo la possibilità di una vendita parziale delle azioni. Alla fine di tale operazione, la Confederazione potrebbe detenere il 51% o il 33% del capitale, numeri che le darebbero sempre l’ultima parola sul futuro dell’operatore.

Ricominciare da capo

Una minoranza consistente della commissione, guidata dal popolare democratico Rolf Escher, chiede che si riparta da zero nel valutare il dossier Swisscom: essa inviterà il prossimo 7 giugno, in occasione del dibattito al Consiglio degli Stati, a non entrare in materia.

Alla minoranza della CCT dà man forte la Commissione per la politica di sicurezza che ha espresso parere negativo in merito al progetto di privatizzazione di Swisscom. A suo avviso, nell’elaborare il progetto, il governo non ha tenuto sufficientemente conto delle conseguenze che una privatizzazione avrebbe per l’esercito e per la sicurezza del paese.

Se la camera alta deciderà di seguire questa proposta, adottata anche dal Consiglio nazionale con 99 voti contro 90 e 4 astenuti, il dossier verrà archiviato. La decisione sarà combattuta. «La differenza potrebbe essere fatta anche da un solo voto», ha detto Rolf Escher.

swissinfo e agenzie

La Confederazione detiene il 62% del capitale azionario di Swisscom.
La Germania detiene il 37% di Deutsche Telekom
Francia: 33% di France Telecom
Austria: 38% di Telekom Austria
Telecom Italia è stata completamente privatizzata nel 2002

La Confederazione detiene i due terzi circa del capitale azionario di Swisscom. Dalla vendita di questo pacchetto ricaverebbe 16 miliardi di franchi. Il Consiglio federale vorrebbe utilizzare questo montante per saldare dei debiti.

Il governo vorrebbe liberarsi dei rischi legati al movimentato mercato delle telecomunicazioni e dare a Swisscom più libertà d’azione.

I contrari a questo progetto temono un indebolimento del servizio pubblico, un peggioramento delle condizioni di lavoro e una vendita di Swisscom ad operatori stranieri.

Nel novembre del 2005, il governo aveva annunciato di voler privatizzare completamente Swisscom vendendo il suo pacchetto di maggioranza.

Il parlamento ha ricevuto la proposta in marzo. Il 10 maggio, il Consiglio nazionale l’ha respinta. La camera alta (Consiglio degli Stati) se ne occuperà in giugno.

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR