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Sono in aumento le persone straniere occupate in Svizzera

In alberghi e ristoranti, quasi un'ora su due è prestata da stranieri Keystone

Lo scorso giugno erano 966 000 le persone straniere attive sul mercato del lavoro, pari al 24,7 per cento della massa lavorativa. Rispetto al 1999 (956'000), il numero di lavoratori stranieri è aumentato dell'1 per cento.

Nel 1991, i lavoratori stranieri erano ancora 1,061 milioni. Questi dai sono pubblicati dall’Ufficio federale di statistica (UST). La struttura degli stranieri occupati si differenzia da quella degli svizzeri sotto vari aspetti.

Tra i lavoratori stranieri la quota di donne (36,8 per cento) è inferiore a quella degli svizzeri (43,7 per cento). In genere i lavoratori stranieri sono anche più giovani: il 59,4 per cento ha meno di 40 anni, contro il 48,9 per cento per gli svizzeri. Inoltre, gli stranieri lavorano a tempo parziale molto più raramente degli svizzeri (17,8 per cento contro il 28,3 per cento). La differenza è molto forte per le donne: straniere 37,8 per cento, svizzere 52,8 per cento.

Circa un quarto del volume di lavoro svolto in Svizzera è assicurato da manodopera straniera. L’agricoltura registra la quota di stranieri più bassa (6,8 per cento), mentre i rami del settore secondario si situano nettamente sopra la media.

In alberghi e ristoranti, quasi un’ora su due è prestata da stranieri. Quote sopra la media si registrano anche nei rami «economie domestiche private» (34 per cento), «altri servizi» (29,8 per cento) e «sanità» (26,7 per cento). Nell’istruzione (14,2 per cento) e nell’amministrazione pubblica (10,6 per cento) gli stranieri rappresentano invece solo una piccola parte del volume di lavoro.

Le persone che hanno completato una formazione di grado terziario (università o livello paragonabile) è del 24 per cento tra gli occupati svizzeri, quasi del 51 per cento tra i lavoratori dell’Europa occidentale e settentrionale, del 10 per cento tra i lavoratori dell’Europa meridionale e del 17 per cento tra i lavoratori provenienti da Paesi non aderenti all’Ue.

Queste differenze legate alla formazione si rispecchiano anche nella posizione professionale: il 36 per cento degli occupati provenienti dalle regioni occidentali e settentrionali dell’Ue lavora a livello di quadri dirigenti, contro il 30 per cento degli svizzeri, il 28 per cento dei cittadini dell’Europa meridionale e il 18 per cento degli stranieri provenienti da Paesi non aderenti all’Ue.

Gli stranieri (esclusi i frontalieri, gli stagionali, i richiedenti l’asilo e i dimoranti di breve durata) guadagnano mediamente il 14 per cento in meno dei dipendenti di nazionalità svizzera. Quelli provenienti dall’Europa occidentale e settentrionale (Ue) guadagnano però circa il 9 per cento in più degli svizzeri, il 27 per cento in più dei lavoratori provenienti dall’Europa meridionale (Ue) e il 46 per cento in più dei cittadini di Paesi non aderenti all’Ue. L’UST rileva infine che la popolazione straniera è esposta a un maggior rischio di povertà di quella svizzera.

swissinfo e agenzie

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