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Stazioni di sport invernali: ristrutturarsi o scomparire

Un'immagine idilliaca che nasconde un'aspra lotta in corso nelle località sciistiche per sopravvivere Keystone

Circa il 70 per cento delle stazioni sciistiche svizzere rischiano di scomparire se non si sottoporranno ad una profonda ristrutturazione.

È quanto sostiene Thomas Bieger, professore di turismo all’università di San Gallo e autore di uno studio sull’argomento, in un’intervista pubblicata dal «SonntagsBlick».

Secondo Bieger troppe località hanno un’offerta troppo ridotta o piste superate. Le stazioni troppo piccole, sovvenzionate dall’ente pubblico, hanno spesso prezzi che non coprono i costi e mettono così in pericolo anche gli impianti di località più grandi, sostiene Bieger.

A suo avviso le stazioni sciistiche dovrebbero avere un rapporto tale tra cashflow e capitale investito da permettere il rinnovo degli impianti ogni 20 anni.

Sette località su dieci non soddisfano questa condizione e sono quindi a rischio. Secondo Bieger le località devono avviare una profonda ristrutturazione, per esempio dando vita a zone sciistiche più grandi e – seguendo il modello americano – concentrando in una sola mano le attività di trasporto, ristorazione, alloggio e commercio.

swissinfo e agenzie

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