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Sviluppo tecnologico e protezione dei dati a confronto

Il preposto della Confederazione alla protezione dei dati è molto attento allo sviluppo delle nuove tecnologie Keystone Archive

La legge non basta a preservare la sfera privata di fronte allo sviluppo delle nuove tecnologie. È il parere del preposto federale alla protezione dei dati Odilo Guntern che, nel suo ultimo rapporto d'attività presentato venerdì a Berna, propone alle aziende di passare all'offensiva.

Il mondo è cambiato. «Viviamo nell’epoca del cellulare e di Internet, ha detto alla stampa Odilo Guntern, che va in pensione dopo otto anni d’attività e che sarà sostituito in settembre dall’ex consigliere nazionale argoviese dei Verdi Hanspeter Thür.

A preoccupare non è più lo Stato, con vicende come quella delle schedature, quanto il settore economico, ha rilevato Guntern. Le possibilità tecniche permettono alle imprese di raccogliere numerosi dati personali, identificando facilmente i loro clienti.

Molte persone non sanno che fine facciano i loro dati. È dunque indispensabile che le aziende informino meglio sull’impiego che ne fanno. Le stesse tecnologie che permettono di memorizzare, trasmettere e utilizzare i dati personali devono anche essere impiegate per preservare la sfera privata. Al riguardo – ha detto Guntern -possono essere trovate tecniche adeguate. Si dovrà limitare l’impiego dei dati al minimo indispensabile e permettere di ricorrere agli pseudonimi e alle procedure anonime.

Revisione della legge

Il preposto alla sorveglianza dei dati vede di buon grado la prevista revisione della legge sulla protezione dei dati. Vista l’evoluzione della tecnologia, è necessario aggiornare il testo attuale che risale al 1992, ha sottolineato Odilo Guntern. I diritti dell’individuo vanno rafforzati.

Ogni persona dovrebbe essere informata su qualsiasi uso dei dati che la concerne, ancora prima che gli stessi siano raccolti. Secondo Guntern, gli organi che gestiscono queste informazioni hanno un dovere d’informazione che non è limitato ai dati
sensibili.

Lavorando a metà tempo, il preposto alla protezione dei dati è sostenuto da una segreteria di 16 persone. Nel rapporto chiede un rafforzamento delle competenze, in particolare per far rispettare le sue raccomandazioni. Inoltre, imprese ed autorità dovranno disporre di consulenti interni sulla protezione dei dati.

Raccomandazioni

Le novità tecnologiche, ma soprattutto Internet, hanno occupato uno spazio importante nelle attività di Guntern dall’aprile del 2000 al marzo di quest’anno. Il preposto ha così pubblicato una guida sulle condizioni nelle quali il datore di lavoro può controllare l’utilizzazione della posta elettronica e d’Internet sul posto di lavoro.

Le richieste sono state espresse dagli impiegati come dai datori di lavoro, ha precisato Guntern. La sorveglianza personale è lecita soltanto se si costata un abuso. Ove fosse il caso, il datore di lavoro deve informare l’interessato, rendendolo attento sul fatto che potrebbe procedere a controlli.

Il preposto ha formulato anche altre raccomandazioni. Si è in particolare rivolto alle autorità, invitandole a prendere tutte le precauzioni necessarie di fronte all’incalzare della cyberamministrazione.

swissinfo e agenzie

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