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Tassa sul traffico pesante: i camionisti italiani sul piede di guerra

Autocarri alla frontiera italo-elvetica di Iselle in una foto d'archivio Keystone

La tassa svizzera sul traffico pesante è alle porte e il governo italiano non ha ancora dato spiegazioni alle imprese di trasporto. Ora la Federazione degli autotrasportatori italiani minaccia di bloccare i confini con la Svizzera il giorno di Capodanno.

La dichiarazione di guerra arriva dal segretario della Federazione degli autotrasportatori italiani, Paolo Uggè.

A pochi giorni dall’entrata in vigore della tassa sul traffico pesante commisurata ai chilometri percorsi, «il ministero italiano dei Trasporti non ha ancora emanato una circolare esplicativa per le imprese che dovranno attraversare la Svizzera e dal primo gennaio rischiano di non poter passare il confine», ha dichiarato Uggè. «Gli Svizzeri, invece, che sono molto più precisi, sono già pronti».

Il 12 dicembre prossimo è previsto un incontro con il ministro dei Trasporti Pierluigi Bersani e «chiederemo di essere messi nelle condizioni per adeguarci all’accordo». Altrimenti, «ci daremo appuntamento al confine».

Secondo i calcoli delle associazioni di categoria, l’aggravio della nuova tassa per i camionisti italiani si aggirerà intorno alle 300 mila lire a viaggio.

L’introduzione della tassa sul traffico pesante a partire dal 1° gennaio 2001 era stata per qualche tempo in forse, in seguito all minaccia dell’UE di opporvisi se l’introduzione non fosse corrisposta al permesso di transito degli autocarri di 40 tonnellate in Svizzera.

Il transito di automezzi pesanti dal 1° gennaio 2001 era in realtà già previsto dagli accordi bilaterali tra Svizzera e UE, ma la loro entrata in vigore era slittata – probabilmente al 1° luglio 2001 – a causa del ritardi nella ratifica da parte dei Quindici.

Per sbloccare la situazione e permettere l’introduzione secondo programma della tassa sul traffico pesante, il Consiglio federale aveva poi deciso nel novembre di quest’anno di autorizzare un contingente di 600’000 camion da 40 tonnellate l’anno – la metà svizzeri e la metà dell’UE – già a partire dal 1° gennaio.

Qualche perplessità sui tempi brevi per adattarsi alla nuova tassa era stata espressa allora anche da parte dei “Routiers suisses”, i quali avrebbero preferito un rinvio dell’introduzione.

swissinfo e agenzie

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