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Terrorismo: centrali nucleari sicure

Per le autorità svizzere, le centrali nucleari sono, quasi, a prova di attentato Keystone Archive

Le centrali nucleari svizzere sono sicure anche nel caso in cui venissero centrate da un aereo dirottato e puntato su di loro.

È quanto emerge da uno studio commissionato dal Consiglio federale dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001.

La probabilità di una caduta mirata di un aereo su una centrale atomica svizzera, con una conseguente fuga radioattiva, va considerata minima. Lo afferma l’indagine realizzata dalla Divisione principale per la sicurezza degli impianti nucleari (DSN), presentata giovedì in una conferenza stampa tenuta a Berna.

Lo studio è stato condotto prendendo in considerazione tutti i tipi di aereo di linea utilizzati nel mondo intero, il loro peso, la loro velocità, la quantità di carburante contenuta nei serbatoi e altre condizioni di avvicinamento all’obiettivo.

Grazie all’analisi del carico limite dinamico, il gruppo di esperti ha studiato gli effetti sull’integrità e sulla stabilità delle strutture importanti per la sicurezza dell’intera centrale.

Difficoltà di manovra a velocità elevata

Analisi realizzate in Svizzera e all’estero hanno dimostrato che far precipitare un grande aereo su impianti nucleari non è possibile a una velocità elevata, sia per motivi legati alle manovre di pilotaggio, alle tecniche aeronautiche e alla topografia, sia per la disposizione specifica delle centrali atomiche.

Gli impianti di Gösgen (SO) e di Leibstadt (AG), costruiti rispettivamente nel 1979 e nel 1984 e concepiti per resistere alla caduta accidentale di un Boeing 707 ad una velocità d’impatto di 370 km/h, presentano una riserva di resistenza più grande di quella richiesta al momento della loro progettazione, ha indicato la società di ingegneria Basler & Hofmann.

Anche per quanto riguarda gli impianti più vecchi di Beznau (AG) I (1969) e II (1971) e Mühleberg (BE, 1971) la sicurezza è garantita: per loro è emersa una resistenza sufficiente contro l’impatto di un grande velivolo ad una velocità media, ha aggiunto la Basler & Hofmann.

Bersagli più piccoli delle Torri gemelle

Paragonate alle torri del World Trade Center e all’edificio del Pentagono – hanno evidenziato gli ingegneri – le strutture che ospitano i reattori sono più difficili da centrare per via delle loro dimensioni e della loro posizione.

Le facciate del WTC di New York erano state costruite con travi e pilastri metallici relativamente leggeri. La resistenza di tale struttura a un aereo lanciato contro di loro è molto scarsa, ha messo in evidenza la Basler & Hofmann.

Le pareti esterne delle centrali atomiche sono invece costruite in cemento armato massiccio e prive di finestre. Hanno uno spessore fino a un metro e il loro contenuto in ferro è molto denso. Le strutture massicce interne fungono inoltre da ulteriori barriere.

Misure di sicurezza adeguate dopo l’11 settembre

«È chiaro che un attacco terroristico del genere provocherebbe centinaia di vittime e danni enormi, ma la probabilità di una fuga radioattiva è inferiore all’uno per mille», ha detto Ulrich Schmocker, direttore della DSN. Tuttavia il rischio zero non esiste, ha però ammesso.

Secondo Beat Wieland, dell’Ufficio federale dell’energia, anche i rischi legati a tentativi di sabotaggio sono scarsi. Dopo l’11 settembre, le autorità federali hanno ridefinito le potenziali minacce e provveduto, laddove fosse necessario, a un adeguamento delle misure di protezione delle installazioni.

Nella primavera del 2002, visto che la Svizzera non rientrava fra i paesi ad elevato rischio di attentati, è stato deciso di riportare alcune misure di sicurezza alla situazione anteriore all’11.9.2001. La crisi irachena ha invece comportato un nuovo rafforzamento delle disposizioni di protezione delle centrali.

Dubbi degli antinucleari

Le conclusioni del rapporto non sono condivise dai promotori delle due iniziative antiatomiche, sulle quali il popolo svizzero è chiamato a pronunciarsi il prossimo 18 maggio.

A detta degli iniziativisti, che conducono la loro campagna puntando sulla questione della sicurezza, le centrali nucleari rappresentano un bersaglio “ideale” per il terrorismo.

Un simile attentato, che potrebbe essere condotto con un aeroplano, ma anche con altri mezzi, avrebbe conseguenze drammatiche per la Svizzera, sottolineano i promotori delle iniziative.

swissinfo e agenzie

Il Consiglio federale ha commissionato uno studio sulla sicurezza delle centrali nucleari in seguito agli attentati dell’11 settembre 2001.

Secondo i risultati della ricerca, il pericolo di una fuga radioattiva in seguito ad attentato terroristico può essere considerato minimo.

Gli impianti nucleari potrebbero inoltre resistere all’urto di un velivolo di linea e rappresentano un bersaglio molto più difficile da colpire rispetto alle Torri del WTC di New York.

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