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Ticino e Vallese i più toccati dalla crescita della disoccupazione stagionale

Oltre all'aumento della disoccupazione stagionale, lo scorso mese di novembre sono cresciute anche le persone alla ricerca di un impiego Keystone

Fattori ciclici stagionali hanno determinato un lieve aumento della disoccupazione in novembre. Rispetto ai dati di ottobre il tasso è passato dallo 0,7 allo 0,8 percento. Ticino e Vallese sono i cantoni maggiormente toccati dall'incremento.

Il Segretariato di Stato dell’economia (Seco) ha precisato venerdì mattina che il numero di disoccupati è cresciuto di 2.768 unità a 65.721. Aumentate anche di 2.810 unità le persone in cerca di impiego che sono salite, alla fine di novembre, a quota 112.616.

Nello stesso periodo di tempo in esame è invece diminuito di 137 unità il numero di posti vacanti, sceso a 12.159 unità . L’incremento maggiore, più 0,6 punti percentuali rispetto ad ottobre, è stato registrato nel Canton Ticino, con un tasso di disoccupazione balzato in novembre al 3,4 per cento. Segue il Canton Vallese che, con una progressione di 0,3 punti percentuali, sale al 2,3 per cento.Sul mercato del lavoro di questi due cantoni ha negativamente influito la deludente ‘performance’ del turismo in novembre, dopo l’eccezionale ondata di maltempo dello scorso mese.

In assoluto, il cantone più colpito dalla disoccupazione rimane quello di Ginevra, con un tasso del 4,1 per cento, invariato rispetto ad ottobre. Appenzello interno vanta invece il tasso più basso (0,4 per cento), ma in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto ad ottobre.

«Il rialzo stagionale osservato in novembre rispecchia esattamente quanto avevamo previsto. In dicembre e gennaio la disoccupazione continuerà a salire per poi stabilizzarsi in febbraio e scendere nuovamente nei mesi successivi», sottolinea Jean-Luc Nordmann, capo della Direzione del lavoro al Seco.

«Malgrado questo incremento, il mercato del lavoro è sempre vitale ed in buona salute. Senza i fattori stagionali, la disoccupazione è anzi scesa», osserva ancora il responsabile del Seco.

Sempre per fattori stagionali è anche progredita la disoccupazione parziale. Dai dati relativi ad ottobre emerge che le riduzioni degli orari di lavoro hanno colpito 218 persone (più 98). È però rimasto invariato il numero di imprese costrette alla misura (28). Sempre in ottobre, il numero complessivo di ore di lavoro perse è salito a 13.369 unità (più 1.800).

L’anno scorso, nello stesso mese di novembre in esame, il lavoro ridotto era stato introdotto in 116 aziende per un totale di 1.620 impiegati colpiti dal provvedimento. Complessivamente erano state perse ben 117.180 ore di lavoro.

Le ore di lavoro perse sono quasi raddoppiate nella Svizzera tedesca, balzando a 5.903 unità. In netto aumento, di 2.577 ore, anche in Ticino, dove si sono avute 6.994 ore perse. Le ore perse sono invece sensibilmente diminuite nella Svizzera romanda, che presenta un totale di 7.466 unità (-777).

I rami economici maggiormente colpiti dal fenomeno sono quelli dell’edilizia e del genio civile con 3.892 ore perse. Seguono poi i settori economici dell’industria della plastica, della gomma e derivati, con 3.762 ore perse ed il settore dell’alimentazione, con 1.280 ore perse.

Il Seco sottolinea infine che l’incremento della disoccupazione parziale in ottobre era prevista e che la tendenza è al rialzo anche per i prossimi mesi.

swissinfo e agenzie

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