Un prodotto svizzero per rilanciare la depurazione
Nato nell’America del nord, ma sviluppato e venduto in Svizzera, un nuovo flocculante permette di solidificare più efficacemente i fanghi in sospensione nelle acque luride.
È prodotto da una piccola azienda, lanciata alla conquista di un enorme mercato.
Cittadino svizzero nato in Canada, dove ha studiato chimica e gestione aziendale, David Hunkeler è rientrato in patria nel 1997, con un prodotto e un business plan.
Il prodotto è l’AlpineFloc, messo a punto insieme a José Hernandez Barajas, un suo collega, durante gli anni trascorsi negli Stati Uniti.
Protetto da cinque brevetti, questo flocculante di nuovo tipo sembra destinato al successo.
La formula dell’AlpineFloc è tuttora in evoluzione, dato che David Hunkeler, diventato professore al Politecnico federale di Losanna, vi può proseguire le ricerche. Che sono già sfociate in nuovi sviluppi.
Più interessante di Israele
L’azienda si chiama Aqua+Tech Specialities ed ha sede a Ginevra. Ma non per un eccesso di patriottismo del suo fondatore: «Avevamo definito dei criteri, per scegliere il luogo dove insediarci», spiega David Hunkeler. «Ci voleva un paese in cui l’acqua fosse politicamente importante, dove il mercato offrisse possibilità di crescita, dove la concorrenza non fosse troppo attiva e dove si potesse vendere a prezzi relativamente alti».
A quel punto, la scelta avrebbe potuto cadere su Israele. Ma c’era un ma: «In quel paese, la gestione delle acque luride è molto centralizzata», continua Hunkeler, «mentre in Svizzera è di competenza dei comuni. E per noi, i clienti ideali sono le città di medie dimensioni».
Un primo lavaggio
Come ogni flocculante utilizzato negli impianti di depurazione, il prodotto di Aqua+Tech funziona sulla base della naturale attrazione reciproca degli elementi contrari.
Le molecole di sporcizia in sospensione nell’acqua hanno una carica elettrica e sono attirate dalle molecole di AlpineFloc, fino a formare dei grossi fiocchi.
Evidentemente, l’acqua liberata dal grosso delle materie inquinanti deve in seguito essere ancora filtrata, prima di diventare potabile. Ma questo «prelavaggio» è molto più vantaggioso di un filtraggio integrale.
Inoltre, l’esperienza ha dimostrato che AlpineFloc trattiene bene i metalli pesanti, nonostante non sia stato concepito per questo scopo.
Una «mano» per afferrare la sporcizia
«La superiorità del nostro prodotto su quelli della concorrenza sta nella forma delle molecole», afferma David Hunkeler. «Le nostre non sono lineari, ma hanno delle ramificazioni. Le si potrebbero paragonare a delle mani che afferrano le polveri nell’acqua».
Risultato: AlpineFloc trattiene il 30 percento in più di un flocculante tradizionale. Per cui il suo impiego è molto vantaggioso.
Così, da quando utilizza i prodotti di Aqua+Tech, l’impianto di depurazione di Satigny, presso Ginevra, ha ridotto di un terzo le spese per i prodotti flocculanti.
Questo aspetto non è sfuggito alla comunità scientifica, che ha già ricompensato la piccola azienda con una mezza dozzina di riconoscimenti, tra cui una medaglia assegnata dall’edizione europea del Wall Street Journal.
Buone prospettive
Oltre ai comuni dei cantoni di Ginevra e Vaud, tra i i principali clienti di Aqua+Tech ci sono grandi industrie come BASF, Givaudan, Firmenich o Bobst.
E la ditta rifornisce pure impianti di depurazione in Belgio, in Scandinavia, in Sudafrica e in Israele.
Attualmente, lo stabilimento di Ginevra non produce che 120 tonnellate di flocculanti all’anno. «Ma a pieno regime, potremmo fabbricarne 100 tonnellate al giorno», precisa David Hunkeler.
Come dire che il potenziale di crescita non manca.
swissinfo, Marc-André Miserez
(adattamento dal francese: Fabio Mariani)
Fondata a Ginevra nel 1997, Aqua+Tech fabbrica il flocculante più redditizio attualmente sul mercato;
AlpineFloc permette di solidificare i fanghi in sospensione nelle acque luride;
dalle 120 tonnellate all’anno, la produzione potrebbe passare a 100 tonnellate al giorno.
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