Una nuova minaccia per le foreste tropicali
WWF Svizzera lancia un allarme: la messa al bando in Europa delle farine animali per far fronte alla crisi della mucca pazza ha conseguenze in Brasile. La soia sostituisce infatti le farine e l'incremento dell'estensione delle coltivazioni mette in pericolo le foreste tropicali. Il WWF invita gli svizzeri a mangiare meno carne e più prodotti biologici.
I cittadini svizzeri consumano annualmente oltre 50 chili di carne, secondo uno studio presentato oggi dal WWF Svizzera e consultabile sul sito internet dell’organizzazione per la protezione dell’ambiente. Per coprire il fabbisogno di foraggi destinati ai bovini svizzeri si coltivano 390 mila ettari di soia e cereali, di cui 163 mila all’estero. Dopo il divieto delle farine animali sono ora necessari 16’000 ettari di soia supplementari, pari alla superficie di 30’000 campi da calcio.
La soia viene importata soprattutto dal Brasile, paese sicuro per quanto concerne le manipolazioni genetiche. La crescente domanda europea, secondo il WWF, andrà a scapito di regioni come la savana nel massiccio centrale del Cerrado o la foresta amazzonica.
Il WWF vuole peraltro che la Svizzera cambi il sistema dei contributi diretti ai contadini per favorire un allevamento rispettoso dell’ambiente. Snobbare la carne di manzo per il pollame o il maiale non è una soluzione, dato che questi animali sono pure vittime di allevamenti intensivi. La soluzione, secondo l’organizzazione ambientale, è quella di promuovere gli allevamenti biologici rispettosi degli animali e delle colture. La parola passa ora ai consumatori e ai politici…
swissinfo e agenzie
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