Vallese: tre dispersi in seguito alla rottura di una condotta forzata
Due mesi dopo la frana di Gondo, che ha fatto 13 morti, colate di fango provocate dalla rottura di una tubazione in Vallese hanno travolto due chalet, martedì sera, nella regione di Nendaz. Almeno tre persone sono date per disperse.
La rottura della tubazione del complesso idroelettrico di Cleuson-Dixence, posta a un centinaio di metri sotto terra, è avvenuta in una regione a 1’400 metri di quota nei pressi di Fey, frazione di Nendaz. Il numero esatto delle persone che si trovavano sul luogo dell’incidente non è noto, per cui al momento risulta impossibile stilare un bilancio definitivo. Tre persone mancano all’appello
La polizia vallesana ha indicato che numerosi abitanti sono stati fatti sgomberare, mentre altri hanno abbandonato spontaneamente le loro case e si sono rifugiati a Fey. Due coniugi hanno raccontato di aver udito un’esplosione, dopo di che la loro casa è stata circondata da una massa di fango alta circa 1,5 metri.
Il geologo cantonale, Jean-Daniel Rouiller, ha spiegato che la rottura della tubazione sotterranea, a causa della forte pressione, ha proiettato verso l’alto un’ingente quantità di materiale che è all’origine degli scoscendimenti. «Il fenomeno è stato brutale», ha detto Rouiller, mentre alcuni testimoni hanno detto di aver visto l’acqua sgorgare direttamente dalla roccia. Si è così formata una fossa lunga una settantina di metri, profonda sette e larga otto.
Il fango è sceso fino a valle, ostruendo la strada che porta a Riddes, ma anche il Rodano, le cui acque sono parzialmente fuoriuscite. In alcuni punti la montagna di fango è alta sei metri, ma la situazione – secondo i servizi cantonali delle strade – è ora sotto controllo.
All’inizio dell’anno, in un pozzo sotterraneo del complesso idroelettrico, erano state scoperte delle piccolissime fessure sulle saldature. L’ultima ispezione di controllo era stata operata lo scorso 3 dicembre e le analisi non avevano rilevato irregolarità: non sarebbe quindi questa la causa dell’incidente, secondo i servizi cantonali vallesani.
Alle operazioni di ricerca partecipano 150 soccorritori, sei cani da valanga, 15 guide alpine e quattro medici. Sono stati impiegati anche due elicotteri e due ambulanze. Per oltre un’ora, i villaggi di Nendaz, Isérables, Riddes e St-Pierre-de-Clages sono rimasti senza elettricità.
Secondo l’Ufficio federale delle acque e della geologia, l’incidente avvenuto ieri sera nel complesso idroelettrico di Cleuson-Dixence non ha precedenti in Svizzera. In generale le centrali idroelettiche sono considerate molto sicure e dalla costruzione della prima diga, nel 1835, mai si sono verificati eventi di tale gravità.
L’incidente più recente risale al 22 gennaio del 1998, quando il crollo di una parete rocciosa presso Amden (SG), sul Walensee, aveva danneggiato la condotta forzata dell’impianto di Muslen. I dispositivi di sicurezza erano entrati in funzione e una valvola di emergenza aveva immediatamente bloccato l’erogazione dell’acqua.
Nel gennaio del 1985 una condotta della centrale che alimenta la ferrovia della Jungfrau (BE) si era deformata per ragioni rimaste inspiegate: non vi erano stati danni anche se l’impianto erarimasto fuori uso per alcune settimane.
La situazione di maggior allarme risale all’8 agosto del 1978 quando a causa del maltempo una grande quantità di acqua e detriti si riversò nel lago artificiale di Palagnedra (Centovalli) mettendo in pericolo la stabilità della diga. I lavori di risanamento costarono 15 milioni di franchi.
swissinfo e agenzie
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