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Fucili e munizioni al macero

Gli svizzeri hanno già consegnato volontariamente quasi 15'000 armi da distruggere. In seguito all'adeguamento giuridico a Schengen, non è in effetti più permesso tenere piccole armi non registrate a domicilio.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 ottobre 2009 - 13:26

La maggior parte di esse è stata distrutta nel canton Lucerna, dove sono state consegnate 3'483 armi e 700 kg di munizioni, indica una statistica dell'Ufficio federale di polizia (Fedpol). La quantità maggiore di munizioni - 1'800 kg - è stata consegnata nel canton Berna.

In base a un calcolo dell'Agenzia telegrafica svizzera basato su dati della Fedpol e sui comunicati delle autorità cantonali, complessivamente finora sono state accumulate 14'995 armi.

L'azione di raccolta è stata condotta in diversi cantoni, soprattutto nella Svizzera tedesca. La maggior parte delle armi consegnate provengono dall'esercito svizzero: carabine, baionette e fucili d'assalto. Non sono però mancate alcune sorprese: a Sciaffusa è stata depositata una granata d'artiglieria del 1916, mentre a Glarona è stata riportata una spada camuffata da bastone da passeggio.

La nuova legge sulle armi, in vigore dal 12 dicembre 2008, disciplina non solo l'acquisto, ma pure il possesso di fucili e affini. I proprietari hanno tempo fino al prossimo 11 dicembre per consegnare o far registrare le loro armi, ad eccezione di quelle d'ordinanza e di quelle comprate da un rivenditore con la patente, come fucili da sport e da caccia e pistole per l'uccisione di conigli.

swissinfo.ch e agenzie

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