GR: medico cercasi, le sfide per il Centro medico Valposchiavo
Il Centro medico Valposchiavo cerca uno specialista in medicina interna generale. L'annuncio chiede la conoscenza dell'italiano e la disponibilità a trasferirsi in valle, ma dopo tre settimane il candidato non è ancora stato trovato.
(Keystone-ATS) “Medico di famiglia, specialista FMH in medicina interna generale”. L’annuncio di ricerca di lavoro compare non soltanto sul sito del Centro sanitario Valposchiavo, ma è anche stato diffuso attraverso i media della Regione Bernina e non solo, sintomo dell’urgenza con cui il professionista è atteso in valle.
La situazione
“Attualmente i medici accreditati sono tre e coprono non solo l’assistenza dei pazienti del Centro medico Valposchiavo e dei pazienti acuti dell’ospedale, ma anche il servizio di picchetto h24 su tutto il territorio e l’ambulatorio di Brusio: i turni a cui sono sottoposti con un organico così ridotto sono piuttosto impegnativi”, ha confermato a Keystone-ATS Fabiola Monigatti, presidente del Comitato del Consiglio di Fondazione del Centro sanitario Valposchiavo. “Per questo tre settimane fa (l’8 ottobre) abbiamo deciso, unitamente al Centro medico Valposchiavo, di pubblicare l’annuncio per un quarto medico non soltanto sui media, ma anche sulle riviste specializzate della Svizzera italiana e tedesca”, ha continuato Monigatti.
Il Centro sanitario Valposchiavo (CSVP) riunisce in un unico complesso ospedale, centro medico, servizio Spitex di assistenza domiciliare e farmacia. Per quanto riguarda i servizi, quelli offerti direttamente in Valposchiavo riguardano soprattutto la medicina e la lungodegenza, il pronto soccorso, il laboratorio di analisi, la radiologia e tutte le cure ambulatoriali e legate all’assistenza domiciliare e dei pazienti della casa anziani.
Le prospettive
Una lunga serie di accordi di prestazione esterni permette ai pazienti della Valposchiavo di poter effettuare delle visite specialistiche di alto profilo anche in valle, per esempio in ambiti come la cardiologia, la dermatologia o la ginecologia, solo per citarne alcuni. Per i casi più complessi, è attiva la collaborazione con l’Ospedale cantonale dei Grigioni di Coira, con l’Ospedale dell’Alta Engadina di Samedan e con la Clinica Gut di St. Moritz.
Oltre a essere in possesso dei titoli richiesti per poter esercitare la professione medica in Svizzera, il candidato deve essere in grado di conoscere l’italiano; il tedesco, invece, benché certamente utile, non è imprescindibile.
“Tra i requisiti abbiamo messo quello di essere in grado di comprendere la lingua italiana – ha confermato Monigatti -. Il tedesco è utile nell’ambito delle collaborazioni con i medici esterni e gli altri ospedali, certo, ma non è indispensabile perché ci si può fare aiutare dai colleghi che lo parlano. Si tratta, tra l’altro, di persone estremamente disponibili e dotate di grande spirito collaborativo. Oltre al requisito della lingua italiana, richiediamo invece anche la disponibilità a trasferirsi in valle”.
E qui l’offerta si scontra con la diffidenza dei giovani medici, poco propensi a un incarico “in periferia”. “Quello che vogliamo far capire, invece, è che lavorare in una struttura di periferia in questo caso non è un limite, ma una grande opportunità di fare esperienza in virtù delle numerose collaborazioni che abbiamo attivato con i professionisti e i nosocomi di Samedan e del Cantone”, ha assicurato la presidente del Comitato del Consiglio di Fondazione del CSVP.
Incontro con quattro giovani medici
Per chi si affaccia alla professione, però, sembra difficile resistere al fascino dei grandi centri. Questo spiegherebbe perché la ricerca della struttura valposchiavina non ha ancora dato l’esito sperato.
A questo proposito, Monigatti sostiene che “il giovane medico che punta alla specializzazione potrebbe rischiare di finire a occuparsi sempre delle stesse cose, mentre qui ha l’occasione di fare esperienza e confrontarsi su più fronti con specialisti di alto livello. Queste collaborazioni alzano molto il grado di professionalità. La periferia, insomma, non è uno svantaggio, ma un bel vantaggio”.
Anche la necessità di trasferire la propria residenza potrebbe fare da deterrente per i candidati. “Vogliamo far capire ai potenziali interessati che qui possono godere di una qualità della vita molto alta. I tre medici accreditati attualmente in organico ne sono molto contenti. Assieme al medico accreditato Cristian Raselli abbiamo incontrato quattro giovani medici in formazione esponendo loro le nostre collaborazioni e i nuovi spazi”, ha fatto sapere Monigatti, aggiungendo che i giovani hanno apprezzato il metodo di lavoro al Centro medico. “Trattandosi di quattro valposchiavini, speriamo che in futuro vogliano tornare in valle. Nel frattempo li abbiamo sensibilizzati sull’opportunità di diffondere quanto possibile tutte queste informazioni”.
La presidente del Comitato del Consiglio di Fondazione ha ricordato anche il dibattito in corso nella Svizzera interna tra i giovani medici di base che, come riportato da diversi organi di stampa, rivendicano condizioni di lavoro meno pesanti di quelle di uno studio medico privato individuale: “Preferiscono gli orari e i turni certi garantiti da un centro medico. Qui offriamo proprio questa possibilità, soprattutto se, con il quarto medico, si completano gli organici come abbiamo in progetto”.
Riccardo Carugo, Keystone-ATS
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