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Il Grana Padano sotto accusa in Svizzera

Una produzione problematica, stando alla SPA svizzera (foto GranaPadano.com)

Gli animalisti svizzeri prendono di mira il Consorzio Grana Padano e deplorano le condizioni in cui sono tenute le vacche con il cui latte si produce il rinomato formaggio a pasta dura.

Ma per i produttori italiani, le accuse mirano solo a proteggere il formaggio svizzero.

Mucche legate tutto l'anno all'interno delle stalle, vitelli costretti in box dai pavimenti di cemento e nutriti con alimenti liquidi poveri di ferro: è questa la realtà che sta dietro al rinomato Consorzio Grana Padano.

A lanciare l'accusa è la Protezione svizzera degli animali (PSA), secondo cui le vacche italiane non godono delle stesse cure e degli stessi trattamenti riservati alle loro «sorelle» elvetiche.

Il Consorzio raccoglie latte da numerosi produttori, senza che vi sia nessuna regolamentazione particolare, ha sottolineato martedì a Berna Marianne Staub, della PSA.

Le mucche non lasciano mai le stalle

Nel corso di una conferenza stampa è stato proiettato un filmato sulle condizioni di quattro allevamenti affiliati al Consorzio Grana Padano in Lombardia. Il latte raccolto proviene da animali sporchi, isolati, rinchiusi tutto l'anno in stalle con pavimenti di cemento e spesso nutriti mediante soluzioni liquide. Uno dei contadini intervistati ammette che le vacche non lasciano mai le stalle, se non per essere condotte al macello.

Questo tipo di allevamento è contrario alle norme elvetiche, sottolinea Hansueli Huber, della PSA. In Svizzera le mucche hanno infatti diritto ad almeno 60 giorni di «libera uscita» nella bella stagione e ad altri 30 in inverno. Dal 1999 i vitelli possono essere allevati in stalla a patto che siano in gruppo e che i pavimenti siano ricoperti di paglia fresca.

Gli svizzeri grandi amatori di Grana Padano


Il Grana Padano è il formaggio importato preferito dagli svizzeri, sottolinea la PSA: lo scorso anno ne sono state importate 6000 tonnellate, per la cui produzione sono stati necessari 80 milioni di litri di latte. L'associazione animalista chiede che in futuro vengano concessi crediti di investimento solo per quegli allevamenti che rispettano gli standard di protezione degli animali.

Il fatto che le vacche non vengano nutrite con foraggi freschi bensì con mangimi liquidi comporta anche svantaggi per la produzione del formaggio: nell'impasto si formano bolle indesiderate che vengono eliminate, afferma la PSA, mediante il conservante Lysozyme. Secondo Simonetta Sommaruga, consigliera nazionale socialista e presidente della Fondazione per la protezione dei consumatori, questa sostanza può provocare allergie nelle persone che non tollerano le uova.

Rimproveri ingiustificati


Il Consorzio Grana Padano reagisce alle critiche affermando che la PSA mira unicamente a favorire la produzione casearia elvetica. «I rimproveri sono semplicemente da ricondurre al fatto che il nostro formaggio si sta imponendo sempre di più sul mercato elvetico», si legge in una nota. «Durante un viaggio in Svizzera ci siamo inoltre resi conto che anche lì le mucche sono rinchiuse in stalla in mezzo al letame».

Emmi, principale importatore in Svizzera del Grana Padano, sottolinea che le critiche della PSA hanno un certo fondamento per quanto riguarda l'allevamento dei vitelli. Emmi non è però in grado di esercitare nessuna pressione sul Consorzio: chi vuole fornire un assortimento completo deve seguire i desideri dei clienti, ha precisato la portavoce Ingrid Schmid. È comunque positivo che i consumatori siano informati e che possano decidere liberamente sui prodotti in vendita.

swissinfo e agenzie

In breve

Per la società svizzera degli animali, le condizioni in cui sono tenute le mucche italiane che producono il latte per il Consorzio Grana padano non rispecchiano gli standard minimi svizzeri.

Le mucche degli allevatori italiani non lasciano mai la stalla, se non per essere condotte al macello. In Svizzera, le mucche hanno diritto ad almeno 60 giorni di “libera uscita” durante la bella stagione e ad altri 30 d’inverno.

Per il Consorzio Grana padano, i rimproveri sono semplicemente da ricondurre al fatto che il formaggio a pasta dura italiano si sta imponendo sul mercato svizzero.

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Fatti e cifre

Nel 2002, la Svizzera ha importato 6000 tonnellate di Grana padano.
Per la sua produzione ci sono voluti 80 milioni di litri di latte.
La ditta Emmi è la principale importatrice di Grana padano.

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