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Procioni in Svizzera: un’invasione inarrestabile

Procione
Nella Confederazione, a sud delle Alpi la presenza dell'animale non è confermata, ma sarebbe solo questione di tempo. Keystone / Georgios Kefalas

La specie invasiva, che si diffonde in Svizzera da nord, rappresenta una minaccia per la fauna locale, è un potenziale vettore di malattie gravi e provoca non pochi danni nelle case.

Il procione è arrivato in Europa dal Nord America nel corso del secolo scorso, importato soprattutto per la sua pelliccia. Da allora alcuni animali sono scappati dagli allevamenti e sono sopravvissuti nella natura.

In Germania si stima che la loro popolazione si avvicini ai due milioni di esemplari, mentre in Italia sono presenti in numero minore e in nuclei isolati, anche in Lombardia.

In Svizzera si moltiplicano gli avvistamenti nella regione di Basilea e nel canton Argovia. Se a sud delle Alpi la sua presenza non è confermata, si teme che possa arrivare in futuro.

Un timore, perché se sono apparentemente carini e simpatici, i procioni rappresentano una minaccia per la fauna locale, sono potenziali vettori di malattie pericolose, come rabbia e ascaride, e provocano non pochi danni anche alle abitazioni.

Il reportage di Rundschau (SRF, 06.05.2026)

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Cacciatore molto abile, il procione è un pericolo per anfibi e piccoli uccelli, e non solo quelli che nidificano a terra, sottolinea Sarah Hummel, biologa del Centro svizzero di informazione Info FaunaCollegamento esterno. Grazie alla sua capacità di arrampicarsi, si nutre di uova e uccellini direttamente nei nidi sugli alberi.

La minaccia nei confronti delle specie autoctone è uno dei motivi per cui i Cantoni sono tenuti a ridurre la presenza e prevenire l’insediamento stabile dei procioni, ricorrendo a cattura e abbattimento quando necessario.

Trappole e marshmallow

Sandro Zürcher lavora su incarico della Sezione della caccia argoviese per limitare la diffusione dei procioni. Tra i suoi compiti c’è anche quello di recuperare gli animali finiti nelle trappole, installate anche nelle abitazioni, per poi abbatterli. Nel giro di due anni nel solo villaggio di Wil, che conta meno di 700 abitanti, ne ha già dovuti uccidere sette.

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Il cacciatore sottolinea che, oltre al rischio per la biodiversità, questi animali provocano non pochi danni anche nelle case, dove entrano a caccia di cibo. Cucine e soffitte vengono così messe sottosopra, e si possono trovare anche escrementi, dove possono nascondersi le uova di vermi che possono causare una rara ma grave infezione.

Sempre nel canton Argovia, Thomas Amsler è guardiano della riserva ornitologica di Klingnau ed è stato chiamato dal proprietario di una casa vicina. Un procione si aggira di notte nel giardino e il timore è che possa provocare danni all’abitazione. Amsler ha piazzato una trappola, con marshmallow e uvetta come esca, nella speranza di catturare l’animale, che però non si è più fatto vedere.

Questo non è un caso isolato: catturare procioni è difficile e richiede molto tempo e pazienza.

Un’invasione da nord

Anche se non è chiaro quanti esemplari siano presenti in Svizzera, i procioni si stanno diffondendo rapidamente nella regione di Basilea e Argovia, dove in un anno il numero di abbattimenti è raddoppiato da 27 a 54 esemplari.

Secondo gli esperti non è più possibile bloccare la loro espansione, ma solo rallentarla. “Tra venti o trent’anni, i procioni in Svizzera potrebbero raggiungere una densità come oggi nel nord della Germania” avverte la biologa Hummel.

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