Tasse sulle mance? Le opinioni divergono
Il Centro vuole esentare completamente le mance dagli oneri fiscali. Il settore della gastronomia è favorevole, mentre il Consiglio federale disapprova.
Le mance lasciate al personale di servizio sono in molti casi esentate da imposte e contributi sociali. Quando però rappresentano un elemento importante del salario, vengono considerate a tutti gli effetti reddito e diventano quindi soggette a tassazione e contributi. È quanto prevede la legge. Ma cosa significhi esattamente “elemento importante” non è definito.
La ristorazione è uno dei settori in Svizzera in cui il servizio è già compreso nel prezzo. Tuttavia, nella Confederazione è consuetudine lasciare una mancia dopo aver ricevuto un buon servizio.
Questo genera incertezza giuridica, afferma Beat Imhof, presidente di GastroSuisse: “Si paga sempre di più in modo digitale. Le mance sono quindi più visibili rispetto al passato, quando si lasciavano in contanti. Questo crea incertezza. A partire da quando la mancia digitale va tassata? È la domanda che si pongono molti esercizi pubblici. E questo mette in difficoltà numerosi nostri membri”.
Esenzione fiscale come soluzione chiara
Il fatto che oggi le mance siano in parte soggette a imposte e contributi avrebbe conseguenze negative, prosegue Imhof. Il personale riceverebbe meno salario e l’azienda sarebbe costretta a versare contributi sociali aggiuntivi.
Per questo Imhof appoggia la propostaCollegamento esterno del consigliere agli Stati del Centro Beat Rieder, secondo cui le mance non dovrebbero essere né tassate né soggette ai contributi AVS.
Il Consiglio federale pensa alle pensioni
A livello del Governo federale, le riflessioni vanno però nella direzione opposta. Il Dipartimento dell’interno, guidato da Elisabeth Baume‑Schneider, vuole esaminare se le mance pagate elettronicamente debbano diventare in generale soggette a imposte e contributi.
In Svizzera le mance sono molto diffuse. La Confederazione stima che si tratti di una somma ingente: fino a un miliardo di franchi all’anno. Nessuno sa però con esattezza a quanto ammontino.
Nella sua presa di posizione, il Consiglio federale afferma che l’attuale situazione non è soddisfacente e che per questo intende precisare la nozione di “elemento importante” del salario. L’obiettivo, tuttavia, è anche colmare alcune lacune del sistema contributivo, ossia assoggettare una parte maggiore delle mance agli oneri sociali.
Il Governo precisa inoltre che “si tratta soprattutto di garantire la protezione sociale delle persone che lavorano e di fare in modo che ogni franco guadagnato contribuisca al calcolo della rendita, in particolare nei settori a bassi salari”.
Tassare le mance e assoggettarle all’obbligo contributivo oppure no? Spetta ora al Parlamento decidere. Il primo segnale giunto lunedì va nella direzione auspicata da GastroSuisse: il Consiglio degli Stati ha accettato quasi all’unanimità (46 voti contro uno) la mozione di Bear Rieder.
Traduzione con il supporto dell’IA/mar
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