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Troppo poche lezioni di nuoto, cresce l’allarme

Piscina
Secondo uno studio pubblicato alla fine del 2024, il 13% degli allievi svizzeri tra i 13 e i 15 anni non ha mai seguito un corso di nuoto durante il proprio percorso scolastico. Keystone / Christian Beutler

In Svizzera molti allievi seguono poche o nessuna lezione di nuoto a scuola. Una situazione che preoccupa gli specialisti, mentre la carenza di piscine limita le soluzioni.

All’inizio di ogni anno scolastico la questione si ripresenta: in molte regioni la mancanza di piscine si fa sentire. Disporre di strutture adeguate è però particolarmente importante, perché questi impianti non servono soltanto per il tempo libero o per l’attività sportiva. Svolgono infatti un ruolo fondamentale nell’apprendimento del nuoto e della sicurezza in acqua.

In un Paese ricco di laghi e fiumi come la Svizzera, sapersi muovere in acqua in sicurezza è essenziale. Non sapere nuotare può avere conseguenze ben più gravi che non saper giocare a calcio o a pallavolo. Le competenze acquisite durante le lezioni possono infatti fare la differenza e, in alcuni casi, salvare una vita.

Secondo uno studioCollegamento esterno pubblicato alla fine del 2024, il 13% degli allievi svizzeri tra i 13 e i 15 anni non ha mai seguito un corso di nuoto durante il proprio percorso scolastico. Una situazione dovuta in parte anche all’assenza di piscine disponibili per l’insegnamento.

Lacune che si accumulano

Una situazione che preoccupa gli specialisti del settore. Tra questi c’è anche l’ex nuotatrice d’élite Swann Oberson, oggi docente di educazione fisica. Ai microfoni di RTSCollegamento esterno denuncia il fatto che alcuni allievi restino senza lezioni di nuoto per uno, due o addirittura tre anni consecutivi. “Finché i bambini non sono in grado di cavarsela in acqua in piena sicurezza, significa che abbiamo fallito la nostra missione”, afferma, sottolineando le conseguenze di una formazione insufficiente.

Secondo Oberson, il problema tende ad aggravarsi nel tempo. “Sono lacune che si accumulano. Non tutte le famiglie possono permettersi corsi di nuoto presso una società sportiva. Così, anno dopo anno, questi bambini restano indietro”, deplora l’ex atleta. Nel peggiore dei casi, avverte, questa situazione può tradursi in incidenti o annegamenti, rischi che a suo avviso vengono troppo spesso sottovalutati.

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L’ex campionessa riconosce che costruire e gestire una piscina comporta costi elevati. A Cossonay, nel canton Vaud, ad esempio, nel 2021 è stato inaugurato un nuovo impianto costato oltre 12 milioni di franchi. I progetti di dimensioni maggiori, come la Vaudoise Arena di Losanna o il futuro centro acquatico previsto a Friburgo nel prossimo decennio, richiedono investimenti nell’ordine delle centinaia di milioni di franchi. “Ma si tratta di un servizio alla popolazione”, sottolinea.

Nel Paese della democrazia diretta, la realizzazione di simili opere passa però anche dal consenso politico e popolare. Nel giugno scorso, ad esempio, gli elettori del distretto della Sense, nel canton Friburgo, hanno respinto un progetto di piscina dal costo stimato di 16 milioni di franchi.

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Un problema di costi

Per i comuni più piccoli, non solo la costruzione e la gestione di queste strutture comportano costi elevati, ma anche il trasporto di classi intere verso le piscine disponibili per le lezioni di nuoto può rappresentare un onere finanziario importante.

A livello politico si ritiene quindi che non sia realistico fissare un obbligo nella legge, se è chiaro che non potrà essere rispettato a causa di una mancanza di infrastrutture.

Secondo Oberson, per coprire queste lacune, bisogna sfruttare al massimo le piscine esistenti.

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