Il Tour de France si conclude in odore di doping

Lo spagnolo Alberto Contador, vincitore del Tour de France Keystone

La più classica gara a tappe ciclistica si è conclusa domenica con la vittoria di Alberto Contador. Più che le imprese sportive è stato però il doping a far parlare di sé durante la competizione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 luglio 2007 - 19:16

Eppure il ciclismo continua ad affascinare il pubblico. Tre quarti degli svizzeri ritengono però che la maggioranza dei corridori siano dopati, rivela un sondaggio della «SonntagsZeitung».

Come da pronostico, il corridore spagnolo Alberto Contador si è aggiudicato domenica a Parigi la vittoria al 94° Tour de France. Dietro di lui si sono classificati l'australiano Cadel Evans, con 23 secondi di distacco, e lo statunitense Levi Leipheimer (+31 secondi). L'ultima tappa del Tour è stata vinta dall'italiano Daniele Bennati.

La vittoria di Contador era ritenuta quasi scontata dopo l'esclusione dal Tour mercoeldì della maglia gialla Michael Rasmussen, accusato dal suo sponsor di aver fornito false informazioni.

Colpi di scena

L'allontanamento del danese è stato l'ultimo colpo di scena di un Tour svoltosi quasi tutto all'ombra degli scandali legati al doping. Prima di Rasmussen hanno dovuto abbandonare il Tour, perché risultati positivi ai test antidoping, l'italiano Christian Moreni e il kazhako Alexander Vinokourov.

E lo stesso Alberto Contador è ben lungi dall'essere al di sopra di ogni sospetto. Il suo nome è citato in alcuni documenti appartenuti al medico spagnolo Eufemiano Fuentes, sospettato di essere al centro di una rete internazionale di doping.

Il ciclismo ha così toccato uno dei punti più bassi della sua storia, tanto da fare temere per le sue sorti come disciplina sportiva. «Questo Tour de France lo ha reso ogni giorno più manifesto: il ciclismo è ormai uno spettacolo di mostri», ha commentato domenica il settimanale «NZZ am Sonntag».

Ciclismo fuori dalle Olimpiadi?

Stando a quanto riferisce l'agenzia AP, nello stesso Comitato internazionale olimpico (CIO) si sta ormai riflettendo sulla possibilità di escludere il ciclismo dai Giochi olimpici.

«Se il ciclismo non risolve il suo problema, dico che va escluso dalle Olimpiadi», ha affermato Rene Fasel, membro svizzero del CIO. «I dirigenti del ciclismo devono sapere che se non ripuliscono il loro sport – e lo ripuliscono davvero – allora è tempo di dirsi addio».

Piccola soddisfazione per la Svizzera

Per la Svizzera le uniche soddisfazioni dal punto di vista sportivo sono venute dagli ottimi risultati di Fabian Cancellara all'inizio del Tour: due vittorie di tappa, un secondo posto e otto giorni con la maglia gialla.

Nell'ultima tappa con arrivo ai Champs Elysée a Parigi Cancellara si è aggiudicato il 7° posto. Nella classifica generale il corridore elvetico ha raggiunto il 100° rango.

Quasi tutti dopati, secondo gli svizzeri

Le tristi vicende dell'edizione 2007 del Tour de France hanno offerto lo spunto alla «SonntagsZeitung» per un sondaggio su un campione di 506 persone residenti nella Svizzera francese e tedesca, interrogate tra il 26 e il 28 luglio.

Dal sondaggio risulta che il 72% delle persone interrogate considera dopata la maggioranza degli atleti del Tour. Solo il 21% ritiene che la maggior parte dei corridori sia invece «pulita».

Una maggioranza ancora più ampia (77%) ritiene che sia necessario aumentare i controlli e le sanzioni contro chi fa uso di doping. Un solido 57% del campione ritiene in ogni caso che il ciclismo abbia ancora un futuro.

Gli scandali di quest'anno non hanno comunque cambiato l'interesse (o il disinteresse) per la gara di oltre la metà degli interrogati (55%). Il 49% afferma tuttavia di non essere per nulla interessato al Tour e il 37% di essere poco interessato. Fra le donne il disinteresse sale al 60%.

swissinfo e agenzie

Doping al Tour

Michael Rasmussen, maglia gialla, è stato ritirato dal Tour dalla sua squadra Rabobank dopo aver vinto la tappa di mercoledì scorso. L'espulsione è stata decisa dallo sponsor della squadra danese a causa delle informazioni false fornite dal corridore al suo direttore sportivo.

Rasmussen era stato ammonito a due riprese dall'Unione ciclistica internazionale (UCI) per non aver fornito informazioni sull'impiego del suo tempo, sfuggendo così ai test antidoping.

La squadra Cofidis ha dal canto suo confermato che il corridore italiano Christian Moreni è risultato positivo a un test antidoping prima di ritirarsi dal Tour.

Escluso dal Tour anche il kazaco Alexander Vinokourov. Un test effettuato dopo la sua vittoria alla 13esima tappa ha mostrato che il corridore aveva fatto ricorso ad una trasfusione di sangue. La sua squadra Astana ha abbandonato la gara.

End of insertion

Un'agenzia nazionale antidoping

Swiss Olympic vuole anticipare il lancio di un'agenzia nazionale antidoping al 2009, anziché aspettare il 2011 come previsto inizialmente. Secondo il domenicale «NZZ am Sonntag», l'associazione federativa degli sport olimpici in Svizzera vuole investire mezzo milione di franchi in più per la lotta al doping. Il budget attuale ammonta a 1,8 milioni di franchi.

In una prima tappa tutte le attività importanti in relazione con la lotta al doping dovranno essere riunite sotto uno stesso tetto. Attualmente le misure antidoping dipendono da Swiss Olympic e dall'Ufficio federale dello sport. Un'organizzazione unitaria è una condizione imposta anche dall'Agenzia mondiale antidoping (AMA)

End of insertion

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo