In Svizzera ci si prepara ad accogliere le scorie radioattive rinviate dalla Francia

Il deposito per le scorie debolmente radioattive, inaugurato meno di un anno fa, deve già essere ampliato Keystone

Ma ancora prima di iniziare l'immagazzinamento delle prime scorie radioattive, al deposito intermedio di Würenlingen, nel canton Argovia, si sta già lavorando per ampliare l'impianto, su un cantiere che dovrebbe durare tre anni e mezzo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 marzo 2001 - 15:56

La nuova tappa prevede la costruzione, finora rinviata, del padiglione per immagazzinare temporaneamente le scorie debolmente e mediamente radioattive, che dovranno poi essere trasferite al deposito finale del Wellenberg, nel canton Nidvaldo. La struttura dovrebbe consentire ai gestori di centrali nucleari di proseguire senza pressioni i progetti, in vista della costruzione del deposito al Wellenberg.

Il deposito di immagazzinamento di Würenlingen sarà lungo 98 metri, alto 33 e largo 19. I costi sono preventivati a 40 milioni di franchi. Le prime scorie radioattive rimpatriate dalla Francia dovrebbero giungere nell'impianto argoviese entro la metà di quest'anno, come convenuto con Parigi.

Inizialmente era previsto che la centrale di trattamento entrasse in funzione alla fine del 2000, ma problemi tecnici avevano impedito di rispettare la scadenza.

All'origine del ritardo c'è la costruzione del forno al plasma. Nell'installazione pilota, le scorie verranno trattate con un raggio di plasma a 20mila gradi per essere in seguito travasati e immagazzinati in fusti di acciaio.

Un altro problema è dovuto alla sottovalutazione della temperatura, che avrebbe dovuto sopportare il pavimento. Questo era stato progettato per sopportare temperature fino a 60 gradi, ma nuovi test avevano poi mostrato che la temperatura dei fusti con le scorie più radioattive raggiunge i 110 gradi centigradi.

swissinfo e agenzie

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