Intensi colloqui diplomatici in Cina per il presidente Ogi

Primi colloqui cordiali a Pechino per il presidente della Confederazione Adolf Ogi con il primo ministro cinese Zhu Rongji Keystone

Il presidente della Confederazione Adolf Ogi è in Cina per una visita di stato di tre giorni che ufficializza i 50 anni di relazioni bilaterali tra i due Paesi. A Pechino il presidente Ogi ha subito dato corso agli appuntamenti politici.

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 settembre 2000 - 18:28

Appena arrivato a Pechino, il presidente svizzero ha infatti iniziato i colloqui politici con le massime autorità cinesi, primo fra tutti il primo ministro cinese Zu Rongij.

«Molto interessante»: così il presidente della Confederazione Adolf Ogi ha definito il colloquio, concernente i diritti umani, con il primo ministro Zhu Rongji. «Ho l'impressione che fanno progressi ad ogni anno che passa», ha detto Ogi nella sua suite in occasione di una relazione sul tema dei diritti umani. L'iniziativa di parlare di questo aspetto e di farlo in presenza di tutta la delegazione elvetica, ha aggiunto il capo del Dipartimento della difesa, è venuta dallo stesso Rongji.

Ogi ha precisato che non sono stati discussi casi particolari: secondo il presidente della Confederazione è compito dell'ambasciata proseguire gli sforzi in questo settore. Ogi non ha deciso se riprende il tema mercoledì con il presidente cinese Jiang Zemin: si tratta - ha detto - di non vanificare i risultati ottenuti.

Dopo l'incontro con il capo del governo cinese, il presidente svizzero si è intrattenuto, nella sua funzione di ministro della difesa, con l'omologo ministro della difesa cinese Chi Haotian. L'incontro si è svolto in modo disteso e in un'atmosfera cordiale, ha proseguito Ogi: «La Svizzera è molto interessante per la Cina - small but beautiful», ha assicurato. Chi Haotian ha sottolineato che l'esercito cinese, con i suoi 2,5 milioni di soldati, è piccolo se confrontato alle dimensioni del Paese.

Per quanto concerne l'aspetto politico, della visita ufficiale del presidente Ogi, da segnalare che il capo del Segretariato di stato dell'economia (Seco) David Syz si è detto soddisfatto dei colloqui sin qui tenuti in Cina. Tuttavia non si segnalano progressi concreti sui negoziati d'adesione della Cina all'Organizzazione mondiale del commercio (WTO). "La Svizzera -ha detto Syz- subordina la firma del protocollo, che permetterebbe alla Cina di entrare nel WTO, alla concessione di migliori condizioni per servizi finanziari ed assicurativi e ad una riduzione delle tariffe doganali per gli orologi".

Sotto questo aspetto, i rappresentanti cinesi hanno illustrato i problemi nell'attuazione dei cambiamenti richiesti. Progressi in questo ambito non sono comunque attesi prima dei negoziati delle due prossime settimane a Ginevra. I delegati dell'industria, soprattutto orologiera, si sono in ogni caso già rallegrati per l'esito delle discussioni in corso da domenica al ministero del commercio estero.

Al centro dei colloqui economici tra Svizzera e Cina anche la richiesta elvetica di riconoscere la Svizzera quale destinazione turistica ufficiale. Pechino è estremamente reticente nel concedere visti, poiché molte persone poi non fanno ritorno in patria. Questo aspetto dovrebbe essere regolato in seno al dipartimento di giustizia.

Non è stato considerato il tema dell'embargo sulle armi, al quale la Svizzera ha aderito nel 1989 dopo il massacro di Tienanmen. Nel 1984 la Confederazione vendeva ancora alla Cina munizioni per 600 mila franchi.

Ritornando alla visita del presidente Ogi, mercoledì è in agenda un colloquio col capo dello stato cinese Jian Zemin. Ogi, al cui seguito viaggia anche una delegazione economica, assisterà poi ai festeggiamenti ufficiali indetti per i 50 anni di relazioni diplomatiche tra i due paesi. Per l'occasione, volerà alla volta di Schangai dove mercoledì sera verrà rappresentanto il «Flauto Magico» di Mozart, eseguito nel «Gran teatro» della città da solisti della Opera Haus di Zurigo.

Il presidente svizzzero visiterà poi l'esposizione«Switzerland 2000» e la mostra fotografica «Shangai seen by Swiss Photographers». Un incontro è programmato anche con la locale camera economica svizzera.

A Shangai Ogi prenderà pure parte ad una dimostrazione indetta da Radio Svizzera Internazionale (SRI) per illustrare, ai rappresentanti dell'economia svizzera residenti in Cina e ad un gruppo rappresentativo dell'elite cinese, l'offerta in otto lingue del sito internet swissinfo.org. Per l'occasione, il portale di SRI offrirà on line anche una versione in lingua cinese del proprio sito.

Lasciata la Cina, il presidente della Confederazione Adolf Ogi si trasferirà a Sydney per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi estive. Oltre agli impegni di rappresentanza il presidente elvetico avrà anche alcuni appuntamenti politici: sabato incontrerà il primo ministro australiano John Howard e, durante il viaggio di ritorno, farà tappa a Singapore, dove in programma c'è un incontro con il presidente S.R. Nathan.

swissinfo e agenzie

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