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L'eccedente commerciale supera i dieci miliardi

Le esportazioni elvetiche aumentano in misura importante

(Keystone)

Influenzato dalla congiuntura favorevole, il commercio estero della Svizzera ha goduto di ottima salute nei primi nove mesi dell'anno; la crescita delle esportazioni ammonta al 12,4%, quella delle importazioni all'11,9%.

L'eccedente della bilancia commerciale supera i 10 miliardi di franchi, ha annunciato giovedì l'Amministrazione federale delle dogane.

Sull'arco di nove mesi le forniture all'estero sono salite del 12,4% a 146 miliardi di franchi (+6,4% reale) e le importazioni dell'11,9% a 135,5 miliardi (+8,1% reale). Tra inizio gennaio e fine settembre l'eccedenza della bilancia commerciale ha dunque raggiunto i 10,49 miliardi di franchi (+20%).

I risultati, resi noti giovedì dall'Amministrazione federale delle dogane, si inseriscono in una situazione congiunturale positiva sia in Svizzera che all'estero.

Crescita generale

Per quanto concerne le consegne oltre confine dell'industria chimico-farmaceutica, sull'arco dei primi tre trimestri è stata registrata una crescita dell'11,4% a 52,32 miliardi di franchi. I prodotti farmaceutici e diagnostici – la voce principale del settore – hanno avuto, da gennaio a settembre, un rialzo dell'11,4% a 38,87 miliardi.

Nello stesso periodo, il volume delle esportazioni dell'industria delle macchine e dell'elettronica è salito del 12,2%, passando a 31,43 miliardi di franchi. Per l'industria metallurgica risulta un incremento del 18,2%, a 11,62 miliardi.

Per quanto concerne gli strumenti di precisione, i dati fanno stato di una crescita dell'8,1% a 10,29 miliardi. Fra gli altri settori, spiccano i risultati di generi alimentari, bibite e tabacchi: +22,9% su nove mesi (a 4,34 miliardi).

Due soli rami hanno subito una flessione nel mese settembre: si tratta dell'industria dell'abbigliamento (-9,9%) e quella grafica e della carta (-5,1%). Sull'arco dei tre trimestri, entrambi i settori hanno ad ogni modo seguito la tendenza generale, con rispettivamente un aumento delle esportazioni del 4,1% (1,67 miliardi) e del 3,6% (2,67 miliardi).

Parte del leone per l'Unione europea

La buona congiuntura sostiene tuttora le forniture all'Unione europea, salite del 13,1% a 92,54 miliardi di franchi. In particolare, da gennaio a settembre le consegne alla Germania sono aumentate del 16,2% (a 30,69 miliardi), quelle verso l'Italia del 13,7% (a 13,21 miliardi).

Flessione dell'8% in settembre per quanto concerne le esportazioni verso gli Stati Uniti. Su nove mesi risulta tuttavia un incremento del 3,7% a 13,76 miliardi. Contrazione ancor maggiore per il Giapppone, con un -17,2% lo scorso mese. Nei primi tre trimestri non sono state rilevate variazioni (4,64 miliardi).

Prosegue invece la crescita delle vendite alla Cina, che hanno segnato un +17,4% in settembre e un +23,5% su nove mesi (a 3,34 miliardi). Lo stesso vale per i paesi asiatici emergenti, con una progressione mensile del 16,4% e del 10,9% su tre trimestri (a 8,26 miliardi).

swissinfo e agenzie

Orologeria da record

Le esportazioni di orologi svizzeri hanno segnato nuovi record in settembre, raggiungendo 1,33 miliardi di franchi, con una crescita del 16,3% rispetto al 2006.

Da gennaio, le esportazioni totali del settore hanno superato gli undici miliardi di franchi (+15,2%), ha indicato giovedì la Federazione dell'industria orologiera svizzera.

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Rischio d'inflazione?

La buona situazione del commercio elvetico svizzero è in parte legata alla debolezza del franco, che rende le esportazioni meno care per i clienti dell'economia svizzera. L'euro ha raggiunto in questi ultimi giorni un valore storico di 1,68 franchi: questa debolezza della moneta nazionale implica il rischio di inflazione.

Mercoledì a Berna, il presidente della Banca nazionale svizzera Jean-Pierre Roth ha sottolineato che se la situazione dovesse peggiorare, il tasso guida sarà nuovamente aumentato.

La Banca nazionale svizzera non ha comunque fornito indicazioni in merito alla probabile evoluzione del tasso nel corso dei prossimi mesi. Dal canto loro, i mercati avevano anticipato che non vi sarà alcun aumento, previsione smentita però da Jean-Pierre Roth.

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