La DSC sottolinea l'importanza del sapere

Walter Fust: "Il sapere appartiene a tutti" Keystone

L'agenzia svizzera di aiuto allo sviluppo (DSC) mette l’accento per il 2004 sulla diffusione del sapere e sull’educazione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 febbraio 2004 - 15:33

«Il sapere è il motore di ogni sviluppo», ha detto il direttore dell'agenzia. Qualche preoccupazione viene dal programma di risparmio della Confederazione.

Walter Fust, capo della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), che martedì a Berna ha tenuto la sua conferenza annuale, ha illustrato il futuro della cooperazione con l'Est e le tematiche su cui sarà incentrata l'attività della DSC nel 2004.

Alcuni progetti evidenziano come la diffusione del sapere consenta di progredire sulla via dello sviluppo sostenibile.

«Il sapere è la premessa che consente alle persone di farsi artefici del proprio destino e di migliorarlo con le proprie forze», ha detto Fust, giustificando così la scelta del tema di quest'anno.

«Da sempre - ha precisato - la DSC considera suo dovere primario promuovere e facilitare l'accesso all'informazione e al sapere."

"Non solo attraverso le attività di programma bilaterali e multilaterali, ha continuato, ma anche in forma di appoggio attivo allo sviluppo di reti sistemiche nel campo istituzionale e tecnico, all'interno del paese ed all'estero».

La questione dei finanziamenti

Come tutte le organizzazioni che si occupano di aiuto allo sviluppo, la DSC, che riceve dal Dipartimento federale degli esteri circa 1,2 miliardi di franchi all’anno, si vede confrontata alla questione dei risparmi federali.

Walter Fust ne parla a swissinfo: “Credo che anche in futuro otterremo finanziamenti adeguati, ma so anche che dovremo trovare molte più soluzioni a questioni critiche. Dobbiamo giustificare come usiamo i fondi a nostra disposizione e spiegare che stiamo facendo la cosa giusta. È una questione di credibilità, ma abbiamo buoni alleati in parlamento”, ha precisato il direttore della DSC.

Tre progetti esemplari



La DSC ha presentato tre progetti esemplari per illustrare come un impiego mirato del sapere consenta di ottenere uno sviluppo durevole.

In Albania ad esempio, la Direzione sostiene un progetto di formazione professionale per giovani disoccupati. Si tratta di un'ampia offerta di corsi in cui i partecipanti possono acquisire, ad un costo contenuto, nozioni fondamentali in differenti professioni artigianali, migliorando considerevolmente le loro prospettive d'impiego sul mercato del lavoro.

Attualmente, oltre l'80 per cento dei diplomati trova una soluzione professionale entro sei mesi dalla conclusione della formazione.

Un progetto attuato nel Salvador contribuisce positivamente a ridurre le tragiche conseguenze sui più poveri di catastrofi naturali come terremoti e inondazioni. Le preziose informazioni sul contesto ambientale fornite dalla popolazione locale sono abilmente combinate con i più moderni metodi scientifici di analisi dei rischi; il risultato è un programma completo di prevenzione e di ricostruzione.

Nuovi farmaci



In seguito al quasi totale ritiro dell'industria farmaceutica dalla ricerca sulla malaria, la DSC, in collaborazione con altri donatori, ha creato una struttura innovativa per fomentare lo sviluppo di nuovi farmaci antimalarici urgentemente necessari.

Il progetto riunisce a tale scopo rappresentanti dell'economia privata e pubblica in un partenariato estremamente innovativo.

La realizzazione degli obiettivi di sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite (Millennium Development Goals, MDG), la nuova regolamentazione della cooperazione con l'Europa dell'Est e la CSI, e la continuità nella cooperazione allo sviluppo con la Bolivia, il Nepal e la Georgia - afflitti da crisi politiche - sono i temi fondamentali delle attività della DSC per il 2004.


swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

La DSC conta 500 collaboratori in patria e all’estero;
Il suo budget annuo è di 1,2 miliardi di franchi.

End of insertion

In breve

La DSC è attiva nei settori della cooperazione allo sviluppo bilaterale e multilaterale, dell'aiuto umanitario (incluso il Corpo svizzero di aiuto umanitario), e nella cooperazione con l’Europa dell’Est.

End of insertion

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo