La terra al centro dell'81.esimo Comptoir di Losanna

Una mandria di mucche sfila davanti al Palais de Beaulieu di Losanna sede del Comptoir Suisse, la cui 81.esima edizione è dedicata alla terra Keystone

Inaugurauzione ufficiale giovedì a Losanna del Comptoir Suisse. A rappresentare l'autorità politica è intervenuto il consigliere federale Moritz Leuenberger, responsabile del Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 settembre 2000 - 17:57

Al centro dell'edizione 2000 del Comptoir Suisse di Losanna, aperto fino a domenica 24 settembre, la terra. Come ha spiegato il presidente della manifestazione losannese Antoine Höfliger, l'idea di dedicare questa edizione del Comptoir alla terra, alle tradizioni ad essa legate ed ai prodotti agricoli, è venuta dalla constatazione che gli spazi dedicati al mondo agricolo ed alle zone verdi sono stati quelli largamente più visitati nelle precedenti edizioni della rassegna vodese.

Nel suo discorso ufficiale, il consigliere federale Moritz Leuenberger si è detto certo che la Svizzera romanda respingerà massicciamente l'iniziativa del 18 percento, volta a limitare la popolazione straniera, in votazione il 24 settembre. Leuenberger ha poi messo in guardia dal non aver paura del cambiamento, anche per quanto riguarda l'adesione all'ONU o la privatizzazione di servizi pubblici.

La Svizzera non deve aver paura dello straniero, poiché approfitta della mondializzazione e dell'apertura dei mercati, ha aggiunto il ministro dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni. È un'illusione voler regolamentare con delle quote la vita in comune con persone di altre culture - ha detto Leuenberger. La Romandia ha già dato un chiaro messaggio, proponendo la cittadinanza a quegli stranieri ai quali il comune lucernese di Emmen aveva rifiutato la naturalizzazione in votazione popolare.

Non bisogna temere il cambiamento in nessun campo. «L'adesione all'ONU va da sé. Avremmo già dovuto compiere questo passo da molto tempo» - ha proseguito Leuenberger. «Siamo il solo Paese al mondo che non può dire la sua e non può co decidere quando l'ONU cerca soluzioni. È questa la sovranità?» si è quindi chiesto il consigliere federale rivolto alla platea di uditori.

Anche il servizio pubblico non sfugge alla regola, ha aggiunto Leuenberger. Tutti i Paesi d'Europa ristrutturano, privatizzano parzialmente, o completamente, le loro ex aziende di Stato. La Svizzera non può rimanere in disparte. «Forse verrà un giorno che gli interessi di Swisscom saranno meglio tutelati se la società può concludere delle alleanze» - ha sottolineato Moritz Leuenberger. Per questo bisogna che la Confederazione rinunci alla sua partecipazione maggioritaria.

Infine, il capo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) ha spezzato una lancia a favore dei progetti di legge energetici, in votazione fra un paio di settimane. A suo parere le energie rinnovabili costituiscono la migliore risposta all'aumento dei prezzi del petrolio. Egli ha poi lanciato una frecciatina agli autotrasportatori, sempre pronti a criticare le sovvenzioni, ma che non esitano a chiedere un calo delle tasse quando sono in gioco i loro interessi.

swissinfo e agenzie

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