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Concluso lo sciopero presso la lavanderia Zeba

Soluzione raggiunta alla lavanderia Zeba di Basilea dopo cinque giorni di sciopero Keystone

Accordo raggiunto e agitazione conclusa alla lavanderia Zeba di Basilea, dove da mercoledì era in corso uno sciopero per protestare contro tagli salariali. La direzione ha accettato le rivendicazioni dei sindacati e il nuovo contratto collettivo.

L’intesa è giunta dopo una maratona negoziale di 14 ore, organizzata con la mediazione del governo basilese. Accogliendo con un applauso la notizia dell’accordo, i lavoratori hanno immediatamente tolto il presidio davanti alla lavanderia e hanno deciso di riprendere il lavoro martedì.

A 30 dei 55 lavoratori non qualificati che erano alle dipendenze della Zeba prima della sua privatizzazione (1994) verrà offerto un lavoro dal semicantone di Basilea Citta, con un salario lordo di 4200 franchi mensili. Il trasferimento avverrà su base volontaria. Gli altri 15 potranno rimanere alla lavanderia, alle stesse condizioni.

Se tra due anni saranno ancora dipendenti della Zeba dovranno fare i conti con una riduzione salariale del 4 percento (inizialmente la direzione voleva una riduzione del 25 percento).

Per i lavoratori entrati alla Zeba dopo la privatizzazione, l’accordo raggiunto garantisce loro un nuovo contratto collettivo valido tre anni, a partire dal 2001. Il salario passerà da 3000 a 3200 franchi, con la piena compensazione del rincaro. Alla fine del 2003 i nuovi dipendenti avranno un salario lordo di almeno 3500 franchi mensili: l’aumento sarà in funzione degli anni di servizio.

Soddisfazione da entrambe le parti, lavanderia e organizzazioni dei salariati. Questi ultimi, che hanno visto accolte praticamente gran parte delle loro rivendicazioni, parlano di «successo pieno». La Zeba si dice contenta poiché con l’aiuto del Cantone, azionista di maggioranza della lavanderia, può proseguire nelle programmate misure di risparmio, che ammontano a 620mila franchi all’anno. La Zeba assumerà tra l’altro i costi dello sciopero, valutati a mezzo milione di franchi.

Sabato mezzo migliaio di persone avevano preso parte ad una manifestazione di sostegno agli scioperanti, che aveva visto l’intervento anche del presidente del Sindacato edilizia e industria (SEI), Vasco Pedrina, il quale ha detto che in un settore come quello dell’edilizia, che pure è stato confrontato con un conflitto salariale, i lavoratori hanno finito con l’ottenere un aumento di 200 franchi.

Lo sciopero è iniziato mercoledì e all’indomani la polizia è intervenuta per permettere l’accesso a coloro che volevano ugualmente lavorare. Nella fine settimana il lavoro tuttavia è stato sospeso per non aggravare la tensione. Con una decisione provvisoria il tribunale civile di Basilea ha vietato venerdì sera ai sindacati di impedire l’accesso alla lavanderia, pena una multa fino a 5 mila franchi o la detenzione fino a tre mesi.

swissinfo e agenzie

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