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Libano chiede colloqui diretti con Israele, al-Jazeera

Keystone-SDA

Secondo i corrispondenti di al-Jazeera in Libano, il governo di Beirut avrebbe richiesto colloqui diretti con Israele all'indomani dei raid che hanno provocato almeno 200 morti e più di 1'000 feriti.

(Keystone-ATS) Nonostante il cessate il fuoco con l’Iran, le Forze di difesa israeliane (IDF) continuano la loro attività offensiva in Libano, scrive Channel 12. Cinque divisioni sono ancora operative nel Paese dei cedri meridionale, due delle quali impegnate anche in missioni difensive al confine settentrionale.

A mezzogiorno, i combattenti dell’IDF hanno iniziato ad accerchiare la città di Bint Jbeil, nel sud del Libano, dando la caccia ai terroristi che si sono rifugiati nella zona nel tentativo di nascondersi. Il Libano segnala numerosi attacchi nell’area, che potrebbero intensificarsi nei prossimi giorni.

Hezbollah afferma, scrive l’AFP, di aver ingaggiato uno scontro diretto, a distanza ravvicinata, con le forze israeliane nella città di Bint Jbeil, famosa per la violenta battaglia tra le due parti nel 2006.

Bint Jbeil, a cinque chilometri dal confine, riveste un significato simbolico per Hezbollah. È qui che il suo leader assassinato Hassan Nasrallah pronunciò un discorso storico nel 2000, in occasione del ritiro israeliano dal sud del Libano dopo due decenni di occupazione. I combattenti del gruppo respinsero con successo le forze israeliane nella guerra del 2006.

Intanto il portavoce in lingua araba dell’esercito israeliano, Avichay Adraee, ha avvertito i residenti dei sobborghi meridionali di Beirut, da tempo roccaforte di Hezbollah, di imminenti attacchi e li ha invitati a evacuare.

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