Lo spirito di Davos soffierà su New York

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Un gesto di solidarietà con una città ferita. Così si spiega la decisione di trasferire "per un anno" a New York il Forum economico di Davos.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 novembre 2001 - 16:20

La notizia era già stata anticipata martedì dai media, annullando così il tentativo del governo svizzero di trattenere l'informazione fino a mercoledì. La spiegazione ufficiale per giustificare questa scelta, che ha notevolmente irritato i rappresentanti dei media, era l'elezione del nuovo sindaco a New York, prevista martedì.

Solidarietà nei confronti di una città ferita

Il ministro dell'economia Pascal Couchepin ha detto che il governo svizzero è dispiaciuto per questa decisione, che va comunque inserita nel contesto degli attentati dell'11 settembre, da cui il mondo intero è uscito cambiato. Per Couchepin, il trasferimento oltre oceano del Forum è anche un gesto di solidarietà della Svizzera nei confronti di una città ferita.

Il Consiglio federale "capisce la decisione", perché le autorità del cantone dei Grgioni non possono da sole garantire la sicurezza di una manifestazione du questa portata. Couchepin ha esortato anche gli altri cantoni ad associarsi ai Grigioni per garantire insieme la sicurezza dell'edizione 2003, che dovrebbe ritornare a Davos. Il portavoce del governo Achille Casanova ha anticipato che questo tema sarà affrontato già durante la riunione dei direttori cantonali di polizia, prevista giovedì.

Couchepin è stato incaricato dal governo di presentare un documento sulle necessità immediate del Forum e un concetto per il lungo periodo. Il tempo stringe, perché in gennaio, al termine dell'edizione 2002 a New York, sarà dato l'annuncio del luogo dove si svolgerà l'edizione successiva. Secondo certi commentatori, l'impresa di far tornare a Davos il Forum è però destinata a fallire, perché numerose sono le città pronte ad assumersi l'organizzazione di un evento così prestigioso. Lo spirito di Davos, concetto vago ma molto usato da organizzatori, partecipanti e stampa, rischia di non soffiare più sulle alpi svizzere.

In ogni caso, Couchepin si rifiuta di parlare di un colpo portato all'immagine della svizzera. I partiti di governo hanno invece deplorato la decisione e hanno sottilineato la perdita di immagine della Svizzera, che sembra non essere all'altezza per un compito di questo tipo. Soltanto il partito socialista ha accettato di buon grado la decisione perché si tratta di un "importante atto di solidarietà". Anche la stampa non è unanime nel valutare la portata di questo trasferimento e i commentatori oscillano fra comprensione e preoccupazione per una possibile partenza definitiva del Forum.

Gli accenti dell'edizione di New York

Dopo l'11 settembre, ha rilevato da parte sua il direttore del Forum Andre Schneider,
saremmo partiti comunque quest'anno da Davos, indipendentemente dalla questione della sicurezza. Volevamo dare un segnale forte al mondo e a New York. Per l'edizione 2002 - ha ricordato - sono dunque stati posti quattro accenti:
- sicurezza e pace per tutti,
- dialogo fra le culture, con particolare accento ai rapporti fra mondo islamico e occidente,
- ridistribuzione della ricchezza, con l'accesso alla salute e alla formazione,
- ripresa economica, con attenzione agli aspetti sociali ed ecologici.

Schneider ha ricordato che il Forum è una piattaforma di dialogo tra governo, organizzazioni non governative ed economia. Il Forum non è invece un organismo che prende decisioni. Smentita anche l'informazione secondo la quale molti partecipanti americani avevano disdetto la loro partecipazione a causa dei problemi di sicurezza.

Il consigliere di Stato grigionese Klaus Huber ha invece ammesso apertamente davanti alla stampa che per l'edizione 2002 non ci sarebbero state forze di polizia sufficienti. L'appello lanciato agli altri cantoni è stato accolto con reticenza. Huber ha ripetuto che a Davos non si può svolgere una manifestazione di protesta di grandi proporzioni, anche perché la configurazione del luogo non lo consente.

Per Davos l'assenza del Forum significherà importanti perdite, soprattutto per il settore alberghiero di lusso. Il landamano di Davos Erwin Roffler non ha voluto parlare di cifre. La località grigionese cercherà di parare il colpo con misure supplementari di marketing.

Mariano Masserini

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