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Lo sponsoring in Svizzera può fare di meglio

L'UBS, che sponsorizza anche il team Alinghi, è uno degli sponsor più noti in Svizzera (foto: UBS)

Gli avvenimenti sportivi, culturali o sociali in Svizzera potrebbero essere maggiormente sponsorizzati. Lo rivela un sondaggio pubblicato martedì.

L'Istituto demoscopico gfs.zürich evidenzia che c'è ancora un grosso potenziale in materia di sponsoring. Se ben utilizzato, potrebbe inoltre godere di un maggiore effetto.

Il mercato dello sponsoring in Svizzera corrisponde ad un volume di 350-400 milioni di franchi ed è attualmente ancora a livelli modesti.

Lo rivela uno studio svolto dall'Istituto gfs.zürich e pubblicato martedì, secondo cui la maggior parte degli intervistati considera lo sponsoring una forma di pubblicità. Un tipo pubblicità però più apprezzato di altri (come i flyer pubblicitari o gli spot radiofonici).

Banche in primis

Dal sondaggio realizzato su richiesta dall'agenzia di consulenza MPM Sponsoring Consulting risulta che gli sponsor più conosciuti rientrano nel settore bancario.

Il 43% degli interrogati (su un totale di 605 persone in Svizzera tedesca e Romandia) ha nominato l'UBS, mentre l'altra grande banca elvetica, il Credit Suisse, è stata ricordata da tre persone su dieci.

Accanto alle banche, Swisscom e il fabbricante di bevande Rivella sono spesso stati indicati tra gli sponsor più noti.

Preferiti gli sponsor sportivi

Una constatazione interessante che emerge dall'indagine è che lo sponsoring in ambito sportivo e culturale suscita più interesse di quello in campo ambientale, scientifico o sociale.

La maggior parte degli intervistati (52%) preferisce infatti acquistare un prodotto di una società che sostiene lo sport, piuttosto che orientarsi verso altre ditte.

Se si parla di un sostegno alla cultura la percentuale scende al 46%, mentre è ancora più bassa se si tratta di società che si impegnano in favore della sfera sociale (40%) o della scienza (31%).

Ritorno di immagine

Lo sponsoring - ossorva inoltre l'istituto demoscopico - corrisponde ad un trasferimento di immagine: l'immagine di chi sponsorizza può però ritrovarsi migliorata o al contrario peggiorata, a seconda del prodotto.

Ad esempio, le società che investono nella Formula 1 sono percepite come «unicamente interessate ai soldi».

«Lo sponsoring è utile solamente quando è pianificato in maniera professionale», fa notare Martin Platzer, direttore di MPM Sponsoring Consulting, aggiungendo che la sponsorizzazione potrebbe avere ancora più effetto se ben utilizzata.

Birra non rima con pittura

Il binomio sponsor-prodotto non è inoltre casuale e gli interrogati ricordano meglio alcuni abbinamenti piuttosto di altri. Sempre rimanendo nel mondo della Formula 1, sottolineano i ricercatori, le persone nominano spesso tra gli sponsor i costruttori di automobili, le banche o le compagnie petrolifere, tralasciando invece i venditori di mobili o i produttori di latte.

Gli sport più alla moda - come lo snowboard o il surf – sono dal canto loro più associati a fabbricanti di articoli sportivi o di prodotti alimentari.

Tra gli sponsor «sportivi» non rientrano invece le marche di birra. Niente birra neanche per avvenimenti quali concerti di musica classica, commedie musicali o mostre di pittura.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Da 350 a 400 milioni di franchi il volume generato dallo sponsoring in Svizzera.
Lo sponsor più conosciuto è la banca UBS, nominata dal 53% degli intervistati.
Il 52% delle persone interrogate preferisce acquistare il prodotto di una società che sostiene lo sport piuttosto che quello di una ditta priva di sponsoring.
Il 46% danno la stessa risposta per il sostegno alla cultura, il 40% per il sociale e il 31% per la scienza.

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