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Macron, oggi c’è bisogno del nucleare

Keystone-SDA

Oggi "c'è bisogno del nucleare. Una fonte di progresso, di prosperità e di indipendenza" energetica: lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron aprendo il secondo Vertice internazionale sul nucleare civile a Boulogne-Billancourt, alle porte di Parigi.

(Keystone-ATS) Rivolgendosi alla platea di leader e rappresentanti di Stati e istituzioni internazionali, tra cui il consigliere federale ALbert Rösti, Macron ha osservato che il summit si tiene in un contesto particolare. “La parola nucleare – ha detto – è associata a un conflitto in corso in Iran e nel Medio Oriente” e si tiene “esattamente 15 anni dopo la catastrofe di Fukushima”.

Rivolgendo un messaggio di “fraternità al popolo giapponese funestato” da quella tragedia, il presidente ha detto che “in 15 anni il mondo è cambiato”. “Nulla cancella il dolore”, ha puntualizzato Macron, ma dal 2011 sono state tratte delle lezioni e oggi il nucleare è “un’energia profondamente sicura”. “Ovunque i nostri reattori sono sottoposti ai controlli più rigidi del pianeta”.

“In materia di sicurezza non potrebbe esserci nucleare civile senza sicurezza”, ha avvertito il presidente, rendendo omaggio alla “fiducia ritrovata”, “piena e intera”, nel nucleare civile. Un’energia a basso livello di emissioni, ha ribadito, senza la quale non sarebbe nemmeno possibile raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. Quindi sussiste la necessità di continuare a “modernizzare, innovare trasformare”.

Caduto in disgrazia dopo l’incidente di Fukushima, nel 2011, l’atomo civile torna a suscitare rinnovato interesse al livello globale, sospinto da necessità di sovranità energetica e produzione di energia a basso livello di CO2 per lottare contro i cambiamenti climatici.

Oggi il nucleare rappresenta il 10% dell’elettricità prodotta nel mondo, con 450 reattori in una trentina di paesi. Ma da qualche anno una “quarantina di (altri) paesi hanno espresso un fermo interesse”, ha detto ieri il direttore generale dell’AIEA Rafael Grossi, citando il Sudafrica e l’Argentina.

Tra gli obiettivi del vertice, “identificare le misure pratiche necessarie alla loro introduzione e stabilire una tabella di marcia per il 2050”. Organizzato dalla Francia, una delle principali potenze atomiche al mondo (con 57 reattori nucleari), in partenariato con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) il summit – dopo una prima edizione a Bruxelles lo scorso anno – vede anche la partecipazione di emissari di USA e Cina; non partecipa invece la Russia, altro colosso del settore, a causa della guerra in Ucraina.

Per la Svizzera è a Parigi il consigliere federale Albert Rösti, titolare del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC).

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