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Macron rilancia la difesa Ue, ‘sganciamoci dagli Usa’

Emmanuel Macron rilancia il suo progetto di Europa. KEYSTONE/AP REUTERS POOL/PHILIPPE WOJAZER sda-ats

(Keystone-ATS) Emmanuel Macron rilancia il suo progetto di Europa, presentato un anno fa alla Sorbona in pompa magna ma poi costretto a segnare il passo per la congiuntura politico-diplomatica contraria.

Il presidente riparte dalla difesa e sicurezza europea e conferma il suo progetto di elezioni entro l’anno in Libia.

Macron – in un lungo discorso davanti agli ambasciatori di Francia riuniti a Parigi – ha preso atto che Donald Trump non può essere un alleato del multilateralismo ed è sembrato rassegnato al disimpegno americano. Per questo ha invitato gli europei a “raddoppiare gli sforzi” per costruire un’Europa forte e autonoma, “non affidando più la propria sicurezza ai soli Stati Uniti”. L’altra spina nel fianco di Macron sono “le estreme che crescono e i nazionalismi che si sono risvegliati”. “È questo un motivo per abbandonare? – si chiede retoricamente Macron – Certamente no. Invece dobbiamo raddoppiare gli sforzi”.

Di fronte a sfide difficili sul piano interno – le riforme più ostiche lo aspettano nei prossimi mesi – al suo secondo anno di mandato, con una popolarità ormai lontana dai primi mesi di luna di miele, Macron non abbandona il suo progetto europeo. E lo fa partendo dalla difesa, annunciando una nuova iniziativa per dotare l’Europa di risorse autonome in questo campo: “Spetta a noi garantire la sicurezza europea”, ha aggiunto, invitando la Russia ad associarsi all’impresa. La cooperazione con Mosca in vista della “riflessione” sul rafforzamento della sicurezza europea viene condizionata a “progressi sostanziali” da parte di Mosca sulla “soluzione della crisi ucraina e il rispetto del quadro Osce”.

I capitoli sui quali chiamerà i partner a lavorare saranno il “dialogo rinnovato sulla cybersicurezza, le armi chimiche, gli armamenti classici, i conflitti territoriali, la sicurezza spaziale o la protezione delle zone polari, in particolare con la Russia”.

La sicurezza passa anche dalla situazione nelle zone calde e i piani francesi su Libia e Siria sono stati confermati: nel primo caso, massima decisione nel portare avanti l’accordo di Parigi, che prevede elezioni a dicembre. Su Damasco, Macron ha chiesto ulteriore “pressione” sul “regime e i suoi alleati”, giudicando “allarmante” la situazione nella regione di Idlib, dove Damasco “minaccia di creare una nuova crisi umanitaria”.

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