La Svizzera paga il prezzo di un’estate di caldo record
Temperature senza precedenti e una siccità storica hanno reso l’estate 2026 la più calda e secca mai registrata in Svizzera. Ecco come le ripetute ondate di calore di quest’anno hanno colpito le persone anziane, l’agricoltura e l’ambiente.
1. L’agricoltura alle prese con gravi perdite
Le condizioni climatiche hanno causato all’agricoltura perdite che l’Unione svizzera dei contadini stima a 522 milioni di franchi, una cifra superiore ai danni provocati dalla canicola del 2003. Per far fronte all’emergenza, il Governo ha varato un pacchetto di aiuti da 70 milioni di franchi a sostegno delle aziende agricole e delle foreste.
La grave siccità che ha colpito i pascoli alpini ha provocato una scarsità di foraggio. Molti allevatori e allevatrici sono stati costretti a riportare il bestiame dagli alpeggi con largo anticipo e a utilizzare le riserve di fieno previste per l’inverno.
Per attenuare la crisi, le autorità hanno autorizzato l’immissione sul mercato di un massimo di 16’000 tonnellate di scorte di mangime provenienti dalle riserve obbligatorie e allentato le norme sulle importazioni di fieno. Alcuni agricoltori e agricoltrici hanno persino importato fieno dal CanadaCollegamento esterno.
>> L’estate del 2026 ha riscritto la storia del clima in Svizzera:
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L’estate svizzera da record: i numeri chiave
La carenza di foraggio ha colpito anche la produzione zootecnica. Secondo i dati di Proviande, riportati dall’Ufficio federale dell’agricoltura, tra giugno e agosto il numero di vacche macellate è aumentato del 45% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sono stati macellati 10’275 capi in più, un incremento probabilmente dovuto alla mancanza di mangime.
La siccità e le ripetute ondate di calore hanno inoltre ridotto le rese agricole e fatto aumentare i costi di produzione. Per molte colture si prevedono raccolti inferiori alla media. La necessità di irrigare più frequentemente ha comportato spese supplementari per le aziende agricole. Di conseguenza, si prevede un incremento dei prezzi sul mercato, soprattutto per prodotti come latte e patate.
2. I pesci soffrono uno stress termico senza precedenti
Diversi fiumi e torrenti hanno superato i record di temperatura registrati durante le estati torride del 2003 e del 2018. Il 14 luglio, l’Aare a Berna ha raggiunto 24,82 °C, mentre i bassi livelli dell’acqua e la riduzione delle portate hanno accelerato il riscaldamento e diminuito i livelli di ossigeno.
La siccità ha prosciugato decine, forse centinaia, di corsi d’acqua, soprattutto sull’Altopiano svizzero e nelle Prealpi. Anche i principali laghi del Paese hanno registratoCollegamento esterno le temperature superficiali medie estive più elevate dall’inizio delle misurazioni nel 1981.
Le conseguenze per la fauna acquatica sono state catastrofiche. David Bittner, direttore della Federazione svizzera di pesca, ha affermatoCollegamento esterno che il bilancio finale potrebbe essere di “milioni di pesci morti”. Per il ripristino degli ecosistemi colpiti, ha detto, saranno necessari diversi anni. A soffrire maggiormente sono state le specie che dipendono da acque fredde, come trote e temoli.
In alcune regioni le autorità sono intervenute per evitare morie di massa. Nel Canton Berna, oltre 100’000 pesci sono stati trasferiti manualmenteCollegamento esterno da corsi d’acqua minacciati dalla siccità e dalle elevate temperature. In varie zone sono stati introdotti divieti temporanei di pesca.
3. Salute umana: sistema sanitario sotto pressione
La piattaforma di monitoraggio EuroMomoCollegamento esterno stima che tra metà luglio e metà agosto si siano registrati oltre 32’000 decessi in eccesso in Europa.
La Svizzera non dispone ancora di dati definitivi per l’estate appena trascorsa, ma si ritiene che le successive ondate di calore abbiano causato la morte di numerose persone anziane.
Secondo le statistiche settimanali dell’Ufficio federale di statistica, per diverse settimane estive il tasso di mortalità degli over 65 è stato superiore ai valori attesi. Nell’ultima settimana di giugno, ad esempio, sono decedute 1’281 persone di questa fascia d’età, a fronte delle 1’104 previste.
L’Istituto svizzero di medicina tropicale e salute pubblica (Swiss TPH) stima che negli ultimi anni si siano verificati circa 500 decessi all’anno legati al caldo. Durante l’estate eccezionale del 2003 le morti attribuite alle alte temperature furono circa 1’400, mentre nel 2015 si attestarono a 747.
Un sondaggio condotto dal quotidiano 20 MinutesCollegamento esterno ha rilevato che il caldo estremo ha avuto un forte impatto sulla popolazione: il 74% delle persone intervistate ha definito l’estate “piuttosto” o “molto” difficile da sopportare. Le donne sono risultate particolarmente colpite: il 46% ha dichiarato di aver sofferto molto il caldo, contro il 31% degli uomini.
Oltre un terzo delle persone intervistate ha riferito di gravi conseguenze fisiche, tra cui disturbi del sonno e problemi circolatori. Anche in questo caso, la percentuale tra le donne (46%) è stata più elevata rispetto agli uomini (29%).
Durante l’estate, l’Ospedale universitario di Losanna (CHUV) ha registrato un aumento del 10-15% degli interventi nei servizi di pronto soccorso.
4. Con il Reno in secca aumentano i costi dei carburanti
I bassi livelli del Reno hanno perturbato una delle principali vie di trasporto per le importazioni svizzere, con ripercussioni dirette sui costi logistici e sui prezzi dei carburanti.
Attraverso il Reno transitano infatti merci essenziali per l’economia elvetica, tra cui prodotti petroliferi, sostanze chimiche, beni di consumo e industriali, cereali, mangimi, metalli e materiali da costruzione. Nel 2024 i porti svizzeri sul Reno hanno gestito 5,4 milioni di tonnellate di merciCollegamento esterno, pari all’8% del commercio estero del Paese.
Quest’estate le tariffe del trasporto fluviale sono aumentate quasi di dieci volte, passando da circa 25 franchi a 240 franchi per tonnellata, poiché il livello eccezionalmente basso delle acque ha costretto le chiatte a viaggiare con carichi ridotti.
Secondo il Touring club svizzero, il solo rincaro del trasporto ha comportato un aumento di circa 16 centesimi al litro per i carburanti. A fine agosto, la benzina senza piombo 98 era salitaCollegamento esterno a 2,13 franchi al litro, mentre il diesel aveva raggiunto 2,27 franchi al litro.
5. Energia: più raffrescamento, meno acqua… ma più solare
Le temperature record hanno creato notevoli difficoltà al settore energetico: da un lato è aumentata la domanda di elettricità per il raffrescamento, dall’altro è diminuita la capacità produttiva degli impianti idroelettrici e nucleari.
Le vendite di climatizzatori e ventilatori sono aumentate sensibilmenteCollegamento esterno. Al contempo, la siccità ha avuto un forte impatto sulla produzione elettrica.
Secondo l’Ufficio federale dell’energia, i livelli dei bacini idroelettrici svizzeri hanno toccato i minimi degli ultimi vent’anni. Molti piccoli corsi d’acqua si sono ridotti a semplici rivoli, mentre le portate di grandi fiumi come Aare, Reno e Rodano hanno raggiunto valori record negativi, riducendo la produzione di elettricità. L’energia idroelettrica fornisce poco più della metà della corrente consumata in Svizzera.
Altri sviluppi
Siccità in Svizzera, il “castello d’acqua” d’Europa a secco
Anche le centrali nucleari in Europa hanno dovuto ridurre la produzione a causa dell’elevata temperatura dei fiumi e dei bassi livelli dell’acqua. La Svizzera dispone di tre centrali atomiche con quattro reattori, che producono tra un quarto e un terzo dell’elettricità nazionale.
L’acqua troppo calda del fiume ha costretto anche la centrale nucleare di Beznau a ridurre temporaneamente la produzione. Entrambi i reattori sono tornati a pieno regimeCollegamento esterno soltanto a fine agosto, dopo mesi di limitazioni e interruzioni.
Nonostante queste difficoltà, la Svizzera ha evitato carenze di approvvigionamento energetico anche grazie all’abbondante soleggiamento e alla forte crescita dell’energia solare.
L’energia solare sta contribuendo in modo determinante a colmare il deficit causato dalle avverse condizioni idrologiche, ha dichiarato la Commissione federale dell’energia elettrica alla Radiotelevisione svizzera di lingua tedesca SRF.
A cura di Reto Gysi von Wartburg e Thomas Stephens
Tradotto dall’inglese e verificato da lj
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