Niente tregua per il turismo

Nonostante il sorriso, il direttore di Svizzera Turismo, Jürg Schmid, non nasconde una certa preoccupazione Keystone

Terrorismo, guerra, crisi economica e poi anche l'epidemia di SARS: per l'industria del turismo si preannuncia un'estate difficile.

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 aprile 2003 - 15:34

Secondo il direttore di Svizzera Turismo, Jürg Schmid, la crisi attuale potrebbe segnare la fine di alcuni alberghi.

"Per il settore del turismo è veramente troppo" si lamenta Jürg Schmid in un'intervista pubblicata sabato dalla Berner Zeitung. "La clientela esprime insicurezza, paura e anche collera".

Gli stessi operatori turistici manifestano un sentimento d'insicurezza: i dati economici sono pessimi, a cominciare dalle cifre dei pernottamenti, sottolinea il direttore di Svizzera Turismo, l'associazione incaricata di promuovere il settore a livello nazionale.

Perdite difficilmente valutabili

Secondo Schmid, le conseguenze della situazione attuale non sono ancora pienamente valutabili. Nel caso in cui la guerra in Iraq dovesse finire rapidamente, non si può escludere una marea di prenotazioni in maggio che potrebbe ancora salvare la stagione.

La situazione è destinata a diventare estremamente difficile, se la guerra dovesse invece durare a lungo e fosse addirittura accompagnata da nuovi attentati terroristici. Grandi incognite riguardano inoltre l'evoluzione dell'economia mondiale e del franco svizzero, poco vantaggioso per i turisti stranieri.

"In ogni caso, possiamo prevedere che il fatturato e i pernottamenti saranno in calo quest'anno" aggiunge il rappresentante del turismo svizzero. "Per gli alberghi possiamo stimare una riduzione del 4%".

Incognita SARS

Anche per quanto riguarda la "polmonite atipica", che ha colpito soprattutto l'Asia, rimane difficile fare delle previsioni. "Tutto dipende dalla diffusione di questa epidemia" rileva Schmid.

La malattia minaccia comunque alcuni mercati sicuramente promettenti, ma ancora secondari per il turismo svizzero, come la Cina, Hong Kong, Singapore e via dicendo.

I turisti cinesi generano circa 300'000 pernottamenti all'anno: una cifra non indifferente, ma neppure essenziale dal profilo statistico. Il pericolo maggiore è rappresentato da un'eventuale estensione della SARS (Sindrome acuta respiratoria severa) in altre regioni del mondo.

Esistenza di alcuni alberghi minacciata

"Dobbiamo purtroppo prevedere che la situazione attuale segnerà la fine di alcuni alberghi" annota Jürg Schmid. Un calo del 3 o 4 % della clientela equivale a 1 o 1,4 miliardi di pernottamenti in meno. La cifra d'affari del settore diminuirebbe di circa 300 milioni di franchi.

Queste perdite potrebbero venir compensate in parte dalla clientela svizzera che, probabilmente, resterà più del solito "a casa". Svizzera turismo cercherà inoltre di attrarre un maggior numero di turisti dai paesi vicini.

swissinfo, Armando Mombelli

In breve

Il direttore di Svizzera Turismo, Jürg Schmid, prevede un'estate molto difficile per il settore turistico svizzero.

Il calo dei pernottamenti potrebbe raggiungere il 4%, il che corrisponde ad una riduzione del fatturato pari a circa 300 milioni di franchi.

Schmid teme in particolare licenziamenti del personale e la chiusura di alcuni alberghi.

La riduzione della clientela straniera dovrebbe venir compensata soltanto in parte da una maggiore tendenza a vancanze in Svizzera da parte della popolazione elvetica.

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