Nuova ondata di violenza in Sudafrica, 39 morti in una settimana
Una nuova ondata di violenza sta alimentando preoccupazioni in Sudafrica dopo il ritrovamento di 11 corpi di donne nell'area di Ekurhuleni, nell'East Rand di Johannesburg, in soli due mesi, e una serie di stragi che hanno causato decine di vittime negli ultimi giorni.
(Keystone-ATS) Nel fine settimana due sparatorie di massa distinte hanno provocato 28 morti nelle aree di Johannesburg e Città del Capo. Gli episodi sono avvenuti pochi giorni dopo un’altra strage nella città portuale di Durban, dove 11 persone sono state uccise all’interno di un’abitazione.
In vista delle elezioni municipali e provinciali del 4 novembre, gli ultimi fatti di sangue riportano sotto pressione il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, eletto con la promessa di contrastare corruzione e criminalità. Dopo la strage di Ekurhuleni, il presidente ha promesso che le autorità faranno tutto il possibile per individuare e assicurare alla giustizia i responsabili.
Solo lo scorso novembre la violenza di genere e il femminicidio sono stati classificati come disastro nazionale, attribuendo al governo la responsabilità primaria del coordinamento della risposta. Quest’anno Ramaphosa ha nominato membri del nuovo Consiglio nazionale sulla violenza di genere e il femminicidio. Secondo le statistiche della polizia, tra aprile e giugno 2026 sono state uccise 569 donne, una media di oltre sei al giorno. Il governo ha dispiegato 2’200 soldati a sostegno delle operazioni di polizia, anche contro le gang organizzate e i minatori di oro clandestini.
Per Ramaphosa la sfida non è più soltanto promettere una stretta contro il crimine, ma convincere i sudafricani, che di annunci di questo tipo ne hanno sentiti ripetutamente, che, qualcosa possa davvero cambiare.