Nuovo pacchetto di salvataggio per la Grecia

La cancelliera tedesca Angela Merkel e il primo ministro greco Yorgos Papandreou all'avvio del vertice. Keystone

Il piano di salvataggio della zona euro in favore della Grecia lascia la stampa svizzera relativamente scettica. La decisione di diminuire la pressione sul paese è stata però approvata, ma si constata che il problema di fondo legato al debito non è risolto.

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 luglio 2011 - 10:22
Michela Montalbetti, swissinfo.ch

Dopo ben sette ore di riunione straordinaria, i 17 leader dell'Eurozona si sono accordati all'unanimità per un nuovo pacchetto da 109 miliardi di euro di aiuti per la Grecia che contempla nuove condizioni. Queste prevedono la partecipazione delle banche su base volontaria, un aumento della durata dei prestiti da sette a 15 anni e dei tassi di interesse ridotti al 3,5%.

«Un segnale positivo, ma non la liberazione», intitola il Blick, «La zona euro cresce nella crisi» si legge in un commento del Tages Anzeiger (TA), «Il vertice euro cerca il successo», dichiara la Neue Zürcher Zeitung (NZZ).

La regione Ticino riassume la decisione di fallimento per default selettivo della Grecia affermando «Grecia, fallire per rinascere». 

Né la NZZ né il TA si esprimono sui risultati della decisione sul franco svizzero. Il Blick invece afferma che la reazione ha «fatto giubilare la borsa e l'euro è in rialzo. Ma la crisi del debito non è finita e il franco è e rimane una moneta rifugio».

Il quotidiano romando Le Temps commenta che l'idea di Jean-Claude Trichet, direttore della Banca centrale europea, di istituire una sorta di ministro delle finanze UE, ha preso piede. Le Temps, cita a tale riguardo Sarkozy: «Quello che stiamo facendo per la Grecia è unico. Non lo faremo per nessun altro paese europeo».

Proprio queste sono le preoccupazioni della NZZ, non si sa «Quanti e quali paesi dovranno essere sostenuti in futuro da questo fondo. […] La gestione della crisi greca potrebbe stimolare altri paesi a farsi 'salvare'».

Decisione che rompe i tabu

Per la Grecia, «Nessuno aveva avuto il coraggio finora di pronunciare la parola 'default'. Tutti ripetevano che sarebbe stato un 'redit event' da evitare a tutti costi», si legge sulla Regione. Con l'accordo firmato ieri e soprattutto grazie alla volontà dei primi creditori della Grecia, Francia a Germania, si è «arrivati comunque a pronunciare e a mettere nero su bianco la parola 'default' - fallimento - del paese ellenico», continua il quotidiano ticinese.

Un altro aspetto, finora sempre scartato, che è stato ora preso in seria considerazione è la partecipazione, in forma volontaria, dei creditori privati. «Era una situazione che a lungo era stata considerata assolutamente da evitare. […] Stando ai diplomatici UE, anche il loro capo, Trichet, si era alla fine dichiarato a favore», scrive la NZZ.

Infine, vi è il rafforzamento del fondo salva-stati grazie ad una maggiore flessibilità. «Questo fondo, dovrebbe permettere sicurezza e garantire il riacquisto di bond greci» afferma la NZZ.

La Merkel in primo piano

Gli articoli della stampa elvetica sono stati principalmente illustrati con immagini della cancelliera tedesca Angela Merkel. La NZZ dedica addirittura un commento a parte alla sua prestazione da «equilibrista tra le posizioni tedesche e quelle europee».

La linea a zig-zag seguita dalla Merkel e la sua tattica esitante, per cui è stata criticata a più riprese, sono anche criticate dalla Regione: «Merkel, che pure avrebbe la statura politica per prendere in mano le sorti dell'Europa si è dimostrata in più occasioni troppo timida».

Le instabilità interne dei paesi europei e l'incertezza di rielezione hanno contribuito ancora di più a rallentare le decisioni portate avanti ieri dai due grandi creditori Germania e Francia. «Troppi gli egoismi nazionali e regionali a tutte le latitudini», dichiara La Regione.

Reazioni incerte

Anche se la maggior parte delle soluzioni previste dal nuovo pacchetto sono considerate positive, la stampa svizzera ribadisce che a lungo termine i risultati non sono garantiti.

«Ci si è avvicinati ulteriormente alla condivisone di debiti, solvibilità e responsabilità nella zona euro. Ma i passi da fare sono ancora molti.» si legge sulla NZZ. «Forse con gli ultimi sviluppi, i cittadini dell'UE sono più consapevoli di quello che significa integrazione», continua la NZZ. Un'integrazione che comporta anche solidarietà tra i creditori.

Per quanto riguarda il fondo salva-stati, Le Temps sottolinea che i leader della zona monetaria lo definiscono già 'Fondo monetario europeo' perché può acquistare le obbligazioni statali deficitarie. Ciò comporterebbe la condivisione dei debiti statali.

«Se questi segnali saranno interpretati correttamente dai mercati finanziari, si vedrà nelle prossime settimane», si legge nel commento del TA. Il fatto in ogni caso positivo è che i contribuenti europei non devono più portare da soli il peso di un nuovo pacchetto di aiuti per la Grecia.

«La zona euro si premunisce finalmente contro gli attacchi degli speculatori», conclude il commento del TA.

Piano bis per la Grecia

I dirigenti dei paesi membri della zona dell'euro hanno raggiunto giovedì un'intesa su pacchetto di misure, per un importo totale di circa 160 miliardi di euro, per salvare la Grecia ed evitare il rischio contagio ad altri Paesi.

Piano bis di aiuti: oltre al prestito di 110 miliardi di euro concesso lo scorso anno da Ue e Fmi, è stato varato un nuovo piano di aiuti Ue-Fmi per 109 miliardi di euro.

 

Opzioni per i privati: anche il settore bancario (banche, fondi assicurativi e fondi di pensione) parteciperà agli sforzi di salvataggio su base volontaria. L'importo totale stimato è di 49 miliardi di euro entro il 2014.

 

Durata e tassi dei prestiti: la durata dei prestiti ai Paesi in difficoltà, come la Grecia, il Portogallo e l'Irlanda, è portata da 7,5 a 15 anni. Contemporaneamente, il tasso di interesse richiesto è ridotto dal 4,5%-5,8% attuale a circa il 3,5%.

 

Fondo salva Stati: aumenta la flessibilità del fondo salva Stati, che potrà intervenire per finanziare la ricapitalizzazione delle istituzioni finanziarie con prestiti ai governi e acquistare il debito dei Paesi in difficoltà sul mercato secondario.

 

Nuova governance economica: i leader si impegnano ad approvare rapidamente il pacchetto sulla nuova governance economica, che rafforza il Patto di stabilità e introduce nuovi strumenti di sorveglianza di bilancio.

Agenzie rating: l'intesa sollecita la Commissione Ue a presentare una proposta per ridurre il peso delle agenzie internazionali di rating.

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