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Obama inaugura una nuova era per l'America

Barack Obama presta giuramento. Al suo fianco, la moglie Michelle

(Keystone)

Davanti a più di due milioni di persone, Barack Obama è ufficialmente diventato il nuovo presidente degli Stati Uniti. Nel suo discorso inaugurale, si è detto pronto a fronteggiare tutte le sfide che lo attendono.

«Sappiate questo, americani: tutti i problemi saranno affrontati. Siamo qui oggi perché abbiamo scelto la speranza invece della paura», ha affermato Barack Obama davanti a una folla oceanica, riunitasi al Campidoglio di Washington fin dalle prime luci dell'alba. La cerimonia è iniziata con le note intonate da Aretha Franklin e si è conclusa con quelle dell'inno statunitense cantato da un coro di militari.

«Ci siamo riuniti per porre fine alle lamentele meschine e alle false promesse, alle recriminazioni e ai dogmi consumati che per troppo tempo hanno strangolato la nostra politica», ha dichiarato Obama, prima di aggiungere: «Restiamo una nazione giovane, ma è il momento di mettere da parte le cose infantili. Abbiamo dei doveri nei confronti di noi stessi, della nostra nazione e del mondo intero».

Obama ha ricordato che le nuove sfide non potranno essere risolte né facilmente né in breve tempo, ma ha sottolineato: «Nulla ci definisce meglio come americani della determinazione nell'affrontare i nostri compiti. Un giorno si dovrà dire di noi che quando siamo stati messi alla prova, ci siamo rifiutati di darci per vinti».

Rimboccarsi le maniche

Il nuovo presidente ha evidenziato la necessità di «rimboccarsi le maniche per ricostruire l'America, perché dovunque guardiamo c'è lavoro da fare». Obama ha ricordato a tal proposito la crisi economica – «figlia di avidità e irresponsabilità» e la guerra tuttora in corso.

Rivolgendosi a quanti hanno dimostrato scetticismo in merito alle reali possibilità di cambiamento in meglio, Obama ha detto: «Essi hanno la memoria corta, poiché hanno dimenticato ciò che questo paese ha già fatto».

Tecnologia e lavoro

Il 44esimo presidente degli Stati Uniti ha garantito di essere pronto a prendere le «decisioni coraggiose e rapide» che s'impongono per salvare l'economia nazionale. In particolare, Obama ha posto l'accento sugli investimenti previsti: «Creeremo infrastrutture, modernizzeremo le reti elettriche e investiremo sulle energie alternative».

Il presidente statunitense ha aggiunto che le nuove tecnologie saranno utilizzate per creare posti di lavoro e combattere il surriscaldamento del pianeta. «Alla scienza sarà restituita la giusta collocazione», ha assicurato Obama.

Opportunità per tutti

Barack Obama ha dichiarato di respingere la «falsa alternativa» tra ideali e sicurezza, ricordando che i padri fondatori degli Stati Uniti hanno elaborato un documento costituzionale che comporta diritti per tutti: «L'America è una nazione per ciascun uomo, donna, bambino che cerchi un futuro di pace e dignità».

Riferendosi a tali principi, il presidente ha quindi indicato la via che intende seguire: «Siamo i guardiani di questa eredità, ci faremo guidare dai principi dei padri per affrontare le minacce che ci attendono».

A tal proposito, ha detto Obama, «cominceremo a lasciare in modo responsabile l'Iraq alla sua gente e a forgiare una pace difficile da ottenere in Afghanistan». Inoltre, gli Stati Uniti s'impegneranno al fianco delle altre nazioni per ridurre la minaccia nucleare.

Dialogo con l'Islam

Barack Obama ha garantito fermezza e durezza nella lotta al terrorismo: «Siamo più uniti di prima, più forti di prima per affrontare e battere questa minaccia. A tutti coloro che perseguono i propri scopi con il terrore e l'assassinio degli innocenti possiamo dire: noi vi sconfiggeremo».

Obama ha poi formulato parole di dialogo all'indirizzo del mondo musulmano: «Cerchiamo un modo nuovo per andare avanti, basato sul rispetto reciproco e sul reciproco interesse». Egli ha poi aggiunto, rivolto «ai leader che cercano di dare le colpe all'Occidente: sappiate che il vostro popolo vi giudicherà per quello che farete».

Un mondo che cambia

Obama si è pure espresso in merito alle disparità tra quanti hanno troppo e quanti troppo poco. «Ai popoli delle nazioni povere dico: c'impegniamo a lavorare con voi per dar da mangiare a tutti. E alle altre nazioni che vivono a un alto livello di benessere dico che non possiamo più permetterci di vedere questa povertà».

«Il mondo è cambiato e noi dobbiamo cambiare con lui. Un uomo, il cui padre 60 anni fa non sarebbe stato neanche servito nei bar, è diventato presidente e oggi può pronunciare il giuramento più solenne. Questo è il significato della nostra libertà e del nostro credo: uomini, donne e bambini di ogni razza e ogni fede religiosa tutti insieme in questo luogo», ha concluso Barack Obama.

Il giorno più lungo

Il nuovo presidente ha giurato posando la mano destra sulla Bibbia usata nel 1861 per la stessa occasione da Abramo Lincoln. Prima di lui, la solenne formula era stata pronunciata dal suo vice Joe Biden.

Dopo il giuramento e il discorso inaugurale, il neopresidente e gli invitati si sono seduti a tavola per il pranzo preparato ispirandosi ai piatti preferiti da Abramo Lincoln. A completare il programma, la parata lungo la Pennsylvania Avenue con l'ingresso nella nuova residenza.

swissinfo e agenzie

Barack Obama

Barack Hussein Obama è nato a Honolulu (Hawaii) il 4 agosto 1961, figlio di un kenyota e di una cittadina statunitense del Kansas. Nel 1963 i genitori si separano e successivamente divorziano; terminati gli studi universitari, il padre rientra in Kenya, dove muore in un incidente stradale nel 1982.

La madre si risposa con un cittadino indonesiano e nel 1967 si trasferisce in Indonesia: a Giacarta, Obama frequenta le scuole elementari. Nel 1971 ritorna negli Stati Uniti. Viene allevato principalmente dai nonni materni.

Nel 1983, Obama consegue la laurea in scienze politiche alla Columbia University di New York. In seguito si trasferisce a Chicago per sostenere programmi sociali.

Nel 1991 ottiene la laurea in giurisprudenza ad Harvard e un anno più tardi sposa Michelle Robinson. Dalla loro unione nascono due figlie. Tornato a Chicago, Obama si impegna nella difesa dei diritti civili e insegna diritto costituzionale all'università.

L'impegno politico di Obama comincia nel 1992, quando aiuta Bill Clinton nelle elezioni presidenziali. Nel 1996 è eletto senatore nell'Illinois e nel 2004 diventa senatore a Washington. Tre anni dopo, il 10 febbraio 2007, Obama annuncia ufficialmente la sua candidatura per le elezioni presidenziali del 2008. Dopo un lungo duello, riesce a battere l'ex first lady Hillary Clinton alle elezioni primarie del Partito Democratico.

Il 4 novembre 2008, Obama supera largamente il suo avversario John McCain, diventando così il 44esimo presidente statunitense, nonché il primo afroamericano alla Casa Bianca.

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Auspicio di Merz

Il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz - intervistato dalla televisione svizzerotedesca - ha salutato l'insediamento di Obama, affermando che gli Stati Uniti hanno l'occasione di assumere nuovamente un ruolo trainante a livello mondiale.

Il ministro delle finanze ha poi ricordato che già in passato gli Usa hanno saputo superare le crisi, dando prova di senso di responsabilità.

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