Pezeshkian, l’Iran è vittima di terrorismo
L'Iran è "stato vittima di terrorismo. Vengo da un Iran dove la guida suprema è stata assassinata, dove una scuola è stata bombardata causando la morte di bambini che non avevano commesso alcun crimine".
(Keystone-ATS) Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian intervenendo all’Assemblea Generale dell’Onu e rispondendo a Donald Trump. “L’Iran ha bisogno di essere forte e potente per resistere agli Stati Uniti”, ha aggiunto il presidente iraniano.
Dopo le dichiarazioni di Pezeshkian, la delegazione americana ha lasciato l’aula dell’Assemblea dell’Onu.
“No armi nucleari, ma tecnologie pacifiche”
“La tecnologia nucleare pacifica è parte integrante del nostro progresso: per i nostri malati significa cure e trattamenti, per il settore agricolo garantisce la sicurezza alimentare”, ha proseguito Pezeshkian.
“L’Iran non accetta che la tecnologia nucleare sia appannaggio esclusivo di una ristretta cerchia di nazioni. Non lo accetteremo. Non piegheremo la testa né rinunceremo a un diritto che ci appartiene intrinsecamente. Lo diciamo chiaramente: niente armi nucleari, ma nessuna limitazione allo sviluppo di nuove tecnologie nucleari pacifiche”, ha detto il presidente iraniano.
Davanti all’Assemblea generale dell’Onu, Masoud Pezeshkian ha mostrato le foto della guida suprema uccisa e dei bambini uccisi nella scuola bombardata attaccando gli Stati Uniti per non rispettare la legge internazionale.
“Israele uccide ma l’Iran è soggetto a sanzioni”
Ha inoltre denunciato i doppi standard applicati dalla comunità internazionale. “Le bombe atomiche e nucleari – ha affermato – sono nelle mani di Israele, ma gli ispettori chiedono di venire in Iran. Israele uccide ma l’Iran è soggetto sanzioni”. “Non chiediamo un trattamento speciale, ma paritario”, ha aggiunto.
“Le nostre questioni regionali devono essere risolte all’interno della regione stessa, dai paesi della regione, senza diventare un giocattolo nelle mani di aggressori esterni. Nessun rapporto con una potenza straniera può trasformarsi in uno strumento per minacciare i paesi vicini della regione”, ha inoltre affermato Masoud Pezeshkian.
“Non possiamo permettere che alcuni abbiano libero accesso” allo Stretto di Hormuz e “ne traggano vantaggio, utilizzandolo per aggredirci, per minare la nostra sicurezza e per impedirci l’accesso alle nostre stesse vie d’acqua”, ha precisato il presidente iraniano nel suo intervento all’Onu.
“Pronti a dialogo ma senza linguaggio della forza”
“Non dobbiamo permettere che il 21esimo secolo regredisca a un’epoca dominata soltanto dai potenti, dalle potenze prevaricatrici e dagli egemoni. Non dobbiamo costruire un mondo in cui la forza militare sostituisca la legittimità, il terrorismo prenda il posto della politica e dei negoziati, e la guerra soppianti il dialogo e la diplomazia. L’Iran tende la mano al mondo. Siamo pronti al dialogo, alla diplomazia e ai negoziati, ma senza accettare il linguaggio della forza”.
“Non chineremo mai la testa né ci piegheremo. Trump e coloro che tentano di intimidirci devono capire che siamo pronti al dialogo e ai negoziati, ma senza accettare il linguaggio della forza”, ha detto Pezeshkian. Attaccando gli Stati Uniti, il presidente iraniano ha spiegato che “hanno messo alla prova la forza e la fermezza dell’Iran e imparato che non può essere costretto alla resa. L’Iran non è mai stato aggressore, non ha mai scatenato una guerra e ha sempre dimostrato il proprio impegno al tavolo dei negoziati”.
“Ci impongono la guerra, ma abbiamo dimostrato di non temere il combattimento e difenderemo il nostro amato Iran, la nostra patria fino all’ultimo respiro”, ha messo in evidenza.