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PLR lancia sua campagna contro aumento IVA

Keystone-SDA

Il PLR lancia oggi la sua campagna contro l'aumento dell'IVA, sul quale il popolo si dovrà esprimere il 29 novembre. Il partito ritiene che tale incremento graverebbe pesantemente sulle famiglie e le PMI.

(Keystone-ATS) L’aumento dell’aliquota ordinaria dell’IVA di 0,4 punti percentuali (all’8,5%) è stato approvato dal Parlamento per finanziare la 13esima AVS. In occasione di una conferenza stampa tenutasi oggi a Berna, i liberali radicali hanno giudicato questa misura dannosa per il potere d’acquisto e l’economia.

Nonostante il pagamento della 13esima rendita AVS non sia messo in discussione, la modalità di finanziamento è considerata inaccettabile. Il partito ritiene che questo onere aggiuntivo graverebbe pesantemente sul bilancio delle economie domestiche, già messo a dura prova dall’aumento dei premi dell’assicurazione malattia, degli affitti e delle spese correnti. La somma di questi costi aggiuntivi giornalieri potrebbe ammontare a diverse centinaia o addirittura migliaia di franchi all’anno.

Il partito ritiene inoltre che il progetto, “che toglie dalle tasche dei cittadini 1,5 miliardi di franchi”, non sia nemmeno sufficiente a finanziare la 13esima rendita AVS. “Meno della metà è finanziata da questo progetto elaborato in modo approssimativo”, critica la copresidente del PLR e consigliera nazionale di San Gallo Susanne Vincenz-Stauffacher.

Economia indebolita

Oltre che per i singoli cittadini, secondo il PLR, questo aumento sarebbe dannoso per l’intera economia svizzera. Il partito si basa su uno studio di BAK Economics, che quantifica le perdite di crescita su un periodo di dieci anni a quasi 3,6 miliardi di franchi. Le piccole e medie imprese (PMI), il commercio al dettaglio e la ristorazione sarebbero i settori più colpiti.

“Ciò che manca nel portafoglio della popolazione, poco dopo manca anche nelle casse delle nostre imprese”, sottolinea la consigliera nazionale di Basilea Campagna Daniela Schneeberger. Un calo dei consumi porta a una diminuzione del fatturato e a minori investimenti. Il PLR mette inoltre in guardia da un aumento del turismo degli acquisti, che lo scorso anno ha registrato spese all’estero di oltre 9 miliardi di franchi.

Anche gli agricoltori ne risentirebbero pesantemente. Molte aziende agricole, infatti, non applicano l’IVA e non possono quindi compensare l’aumento dei costi tramite la deduzione dell’imposta precedente.

“Tattica del salame”

Il PLR denuncia inoltre una “tattica del salame”, sostenendo che sono già in programma altri progetti di tassazione. Con una politica di questo tipo, l’aliquota dell’IVA potrebbe presto raggiungere la soglia del 10%, il che costerebbe all’economia 16,4 miliardi di franchi nel giro di un decennio.

Alla luce di questa constatazione, il PLR chiede un cambiamento di paradigma. Invece di aumentare il carico fiscale, la Confederazione dovrebbe stabilire priorità di bilancio e attuare riforme strutturali sostenibili.

“È lo Stato che deve stringere la cinghia, non la popolazione”, sintetizzano i liberali radicali. “La soluzione non deve consistere nell’attingere sistematicamente al portafoglio dei contribuenti”.

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