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Armi alla Libia: assistenza giudiziaria all’Italia

L'Italia riceverà assistenza giudiziaria dalla Svizzera per una vicenda legata al traffico illecito d'armi con la Libia.

Il Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona ha respinto il ricorso presentato da una società sospettata di aver depositato in una banca ginevrina somme di denaro scaturite da un traffico d’armi illegale con la Libia.

La sentenza del TPF autorizza la procura di Perugia a consultare i conti bancari aperti in Svizzera.

I giudici italiani indagano da mesi su diverse persone accusate di avere corrotto funzionari libici e di aver venduto 500’000 mitragliatori e 10 milioni di munizioni per un valore di 77 milioni di franchi.

L’atto di accusa riguarda inoltre altre trattative illecite per la fornitura di 100’00 fucili e 50’000 mitragliatrici di fabbricazione russa.

L’inchiesta rafforza i sospetti secondo i quali la Libia sosterrebbe dei gruppi armati. Alcuni esperti ritengono che una parte delle armi in questione siano finite in paesi come il Sudan e il Ciad.

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