Libera circolazione: cali sul fronte del sì
Secondo un sondaggio pubblicato domenica, il numero delle persone favorevoli all'estensione della libera circolazione ai nuovi membri dell'UE è in diminuzione.
Il 42% degli intervistati si dichiara favorevole all’estensione. Una cifra in regressione rispetto al 49% registrato in un altro sondaggio dieci giorni fa.
Manca poco meno di un mese alla votazione popolare sull’estensione della libera circolazione ai dieci nuovi Paesi membri dell’Unione Europea (UE) e la battaglia si fa sempre più serrata.
Dieci giorni fa soltanto, un sondaggio condotto dall’istituto gfs.bern su incarico della SRG SSR idée suisse dava ancora una maggioranza dei sì al 49 %, contro il 36% di no e il 15% di indecisi.
Giovani scettici
Secondo gli autori del nuovo sondaggio, pubblicato dal quotidiano romando «Le Matin dimanche», la campagna in vista delle votazioni ha alimentato le paure legate all’apertura del mercato del lavoro elvetico alle persone provenienti dai Paesi dell’est dell’Europa.
Mentre solo l’8% degli intervistati si dichiara rassicurato, il 35% degli indecisi afferma di avere dei timori. Questi risultati, secondo un rappresentante dell’istituto di sondaggio, «sono allarmanti per i difensori del sì».
Fra i più scettici all’apertura si annoverano soprattutto i giovani dai 18 ai 34 anni, che registrano il 35% di favorevoli contro il 43% di contrari.
I più favorevoli all’estensione della libera circolazione sono gli Svizzeri romandi (47%), gli abitanti delle città (46%) e le persone che hanno compiuto studi universitari (60%).
In quasi tutti i partiti di governo prevale la maggioranza di sì all’estensione. I «migliori allievi» rimangono i socialisti (favorevoli nella misura del 72%), i popolari democratici (59%) e i radicali (53%). Contrari invece i membri del partito di destra UDC (Unione democratica di centro), che registrano ben il 75% di no contro solo il 15% di sì.
Lacuna nell’informazione
L’affievolirsi del vantaggio di chi è favorevole all’estensione della libera circolazione sarebbe dovuto, secondo il quotidiano romando, alla confusione venutasi a creare fra la votazione sui bilaterali del 25 settembre e la questione dell’adesione della Svizzera all’UE.
A tal proposito, la ministra degli esteri elvetica, Micheline Calmy-Rey, ha tenuto a precisare che le due questioni non sono collegate: «Il 25 settembre non voteremo sull’adesione all’UE», ha affermato in un’intervista, anch’essa pubblicata da «Le Matin dimanche».
La consigliera federale ritiene ci sia una lacuna nell’informazione della popolazione, soprattutto fra le donne e i giovani, e si assume personalmente il compito di fornire maggiori spiegazioni.
Confusione
A creare confusione ci avevano pensato il presidente del Partito radicale svizzero, Fulvio Pelli, e il consigliere federale dello stesso partito, Hans-Rudolph Merz.
Entrambi avevano infatti affermato che la votazione del prossimo 25 settembre dovrebbe essere l’occasione per chiudere il capitolo dell’adesione all’Unione Europea (UE).
Ciò significherebbe che se dovesse vincere il sì – quindi la via bilaterale – «potremo allora ritirare la nostra domanda d’adesione», aveva detto Merz la scorsa settimana, incurante del parere contrario della maggioranza del Consiglio federale.
La stessa opinione è stata espressa dal ticinese Pelli, secondo cui, se accetterà la via bilaterale, la Svizzera potrà finalmente sbarazzarsi di questa «vecchia e controproducente domanda d’adesione».
swissinfo
Il prossimo 25 settembre il popolo svizzero voterà sull’estensione della libera circolazione ai dieci nuovi Paesi membri dell’UE.
L’accordo si aggiunge a un primo pacchetto di bilaterali conclusi con i 15 vecchi Paesi membri dell’UE.
In Svizzera vivono all’incirca 18’000 persone originarie dei nuovi Paesi membri dell’UE, ossia Lettonia, Lituania, Estonia. Polonia, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Slovenia, Cipro e Malta.
Il sondaggio telefonico è stato condotto dall’istituto Erasm di Ginevra su incarico del quotidiano «Le Matin dimanche».
Coinvolge 1019 persone ed è stato realizzato tra il 25 e il 26 agosto.
Il margine d’errore del sondaggio si situa attorno al +/-3,1%.
Il 42% degli intervistati si dichiara favorevole all’estensione della libera circolazione, il 39% contrario e il 19% indeciso.
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