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Democrazia diretta in Svizzera

Operazioni di voto dal vivo

Le operazioni di voto per il referendum sulle trivelle non provocano alcun intasamento davanti ai seggi elettorali di Roma. Le lunghe code che incontriamo oggi nella capitale italiana sono quelle di turisti agli ingressi di musei, chiese, ristoranti e gelaterie. L'affluenza nella città eterna si profila bassa, come per la media nazionale che alle 19:00, quando il Ministero dell'Interno ha fornito l'ultimo dato ufficiale, si attestava al 22,89%, ossia ancora ben lontano dal quorum necessario del 50% più uno.

Niente file ferme nemmeno al seggio del quartiere di Pigneto, dove ci hanno accompagnati gli organizzatori della conferenza internazionale “Democrazia in rete e nuove forme di partecipazione civica”, che si svolgerà domani al Palazzo del Quirinale, per permetterci di osservare da vicino lo svolgimento del voto.

Comunque al seggio del Pigneto c’è un flusso continuo di elettori. All’ora in cui a livello nazionale in Italia si registrava una partecipazione dell’11-12%, qui noi avevamo il 20%, ci dice il presidente del seggio Francesco Brizzi, che ci illustra tutto il funzionamento delle operazioni di voto. “In Italia l’informazione sui quesisti referendari si sviluppa molto a passaparola. In questo quartiere di periferia molto popolare ci sono piccoli comitati che agiscono sul territorio. Qui c’è una forma di aggregazione della popolazione che è molto ligia al dovere e all’esercizio dei diritti democratici”, ci spiega Francesco Brizzi.

Fatto curioso, le code si sono registrate in varie circoscrizioni elettorali, dove cittadini hanno dovuto aspettare parecchio tempo per ottenere una nuova tessera elettorale, prima di recarsi al seggio a votare, ci racconta Brizzi. Sulla tessera che il cittadino deve presentare per poter votare e su cui ogni volta viene apposto un timbro, c’è infatti spazio per 18 timbri. Dopo di che, l’elettore se ne deve procurare una nuova. In molti si sono dimenticati di farlo prima e così oggi hanno dovuto mettersi in fila.

Benché gli italiani abbiano ancora tempo fino alle 23:00 per votare, il destino del referendum sulle trivelle sembra ormai segnato. Ma anche se il quorum non fosse raggiunto, quando si chiuderanno i seggi elettorali, Francesco Brizzi, così come tutti gli scrutatori di tutta Italia, dovranno procedere allo spoglio delle schede. Un lavoro complesso, fatto interamente a mano.

“Viene sorteggiato lo scrutatore che apre l’urna. Poi passa le schede, una ad una al presidente, che legge ad alta voce il voto. Due scrutatori segnano man mano i voti. Se c’è qualche contestazione si verifica. Poi alla fine si proclamano i risultati nei dettagli. Tutto viene iscritto nel verbale: una copia viene consegnata a un messo comunale, che lo trasmette al Comune di Roma, e un’altra viene portata nella sede centrale di coordinamento elettorale di Roma”, spiega Francesco Brizzi.

In linea di principio, presidente e scrutatori del seggio elettorale del Pigneto contano di terminare il lavoro questa notte verso l’una.

Se per motivi di privacy e di segreto del voto, non ci è consentito fotografare i votanti, il presidente del seggio elettorale nel quartiere romano del Pigneto, Francesco Brizzi, acconsente di buon grado a farsi immortalare. swissinfo.ch


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