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Più soldati svizzeri all’estero?

L'impegno dei soldati svizzeri all'estero deve essere rafforzato, perché la promozione della pace non passa soltanto attraverso strategie civili, ma anche militari. È quanto sostiene la consigliera federale Micheline Calmy-Rey.

In un’intervista rilasciata al settimanale svizzero-tedesco “Zentralschweiz am Sonntag”, la ministra degli affari esteri precisa che gli scenari possibili per intensificare il ruolo dei soldati svizzeri oltre confine sono molteplici, anche se la competente commissione resta piuttosto scettica al riguardo.

In quanto paese neutrale, la Svizzera è in una posizione privilegiata per condurre simili missioni di pace, ha ricordato Micheline Calmy-Rey, sottolineando come politica di sicurezza e politica estera siano fortemente connesse.

A sostegno della sua tesi, la ministra socialista ha portato l’esempio del Kosovo. Stando al comandante della Swisscoy, infatti, i 200 militi rossocrociati attivi nella regione sono troppo pochi per poter agire in modo indipendente. “È un vero peccato”, ha commentato Micheline Calmy-Rey “perché la Svizzera dovrebbe poter giocare un ruolo più importante in Kosovo”.

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