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Democrazia diretta in Svizzera

San Gallo conferma la polarizzazione

Il consigliere di Stato uscente PPD, Anton Grüninger, annuncia il suo ritiro dalla politica, dopo la sconfitta elettorale Keystone

Il primo appuntamento elettorale cantonale dopo le federali conferma il trend: sinistra e destra estrema tolgono voti ai partiti tradizionali.

Nel nuovo parlamento cantonale di San Gallo, l’Unione democratica di centro avanza a secondo partito, ma rimane esclusa dal governo.

«Il risultato rispecchia l’esito delle consultazioni nazionali dello scorso autunno», così commenta la stampa svizzera l’esito del primo appuntamento elettorale cantonale dopo le elezioni federali dello scorso ottobre. Gli spostamenti verso i poli si sono dunque ripetuti anche a San Gallo.

L’Unione democratica di centro (UDC), ha saputo confermare la sua avanzata in Gran Consiglio. La forza d’opposizione della destra ha però perso di vigore. Dopo anni di avanzata a larghe falcate, in questa occasione la progressione si è limitata a poco più di un punto percentuale, corrispondente a tre seggi nel Gran Consiglio sangallese che ne conta 180. Con il 23,7% dei voti, l’UDC si attesta però come il secondo partito per importanza nello spettro politico.

Gli altri vincitori sono a sinistra. Il Partito socialista ha aumentato i suoi consensi di 2,5 punti, raggiungendo il 18,7% dei voti e ben otto seggi in più. La sinistra non ha mai avuto un ruolo preponderante nel cantone della Svizzera orientale, ma il clima polarizzato sembra favorire la sua resistenza alle posizioni liberiste adottate a destra, commenta il giornale della capitale «Der Bund». Anche i verdi sono in leggera progressione.

Partiti tradizionali sotto pressione

A farne le spese sono stati i due rivali storici, liberali radicali (PLR) e democristiani (PPD) che escono perdenti dallo scrutinio. Il PPD, pur restando il partito più forte, si trova a dover digerire un’amara sconfitta; i democristiani hanno infatti perso ben sette seggi. Ancora peggio è andata al PLR, che dopo aver perso quattro seggi nel 2000, ne ha oggi lasciati sul terreno altri 8.

Due le ragioni elencate dal corsivo della «Neue Zürcher Zeitung»: la disfatta sarebbe dovuta alla combinazione di debolezza e litigiosità interne ai due partiti, scatenatesi a livello federale, e il ruolo difficile dei propri esponenti nell’esecutivo durante l’ultima legislatura. Le misure di risparmio, soprattutto nel settore ospedaliero, non sono evidentemente state gradite dalla popolazione.

Secondo turno per completare il governo

Nell’elezione del governo cantonale ci sono state ulteriori sorprese. Tutti e sette i ministri in carica erano disponibili per una rielezione. Nella buona tradizione svizzera, gli uscenti possono contare di essere riconfermati, ma così non è stato. Il PPD ha visto sonoramente bocciato uno dei suoi consiglieri di Stato uscenti.

Nell’esecutivo sono stati confermati dunque tre liberali radicali, due dei tre uscenti popolari democratici e la consigliera di Stato socialista. Nessuno degli altri candidati ha raggiunto la necessaria maggioranza assoluta, necessaria per occupare il settimo seggio. Ci vorrà un secondo scrutinio.

Dunque, secondo il quotidiano romando «Le Temps», «l’effetto Blocher non ha funzionato a San Gallo». Se l’UDC avanza come formazione d’opposizione in parlamento, non ottiene ancora la fiducia del popolo per accedere all’esecutivo. I due candidati in lizza sono rimasti ben lontani dal numero di voti necessario per un seggio nel Consiglio di Stato.

L’elezione di Christoph Blocher in Consiglio federale, l’esponente di spicco della nuova destra conservatrice e nazionalista, non trova un parallelo nei cantoni, dove l’UDC continua ad essere sottorappresentata negli esecutivi.

swissinfo

La nuova composizione del Gran Consiglio del canton San Gallo:

PPD 55 seggi (-7),
UDC 45 (+3)
PS 35 (+8)
PLR 32 (-8)
Verdi 10 (+4)
Evangelici 2 (=)
Senza partito 1 (=).

Totale: 180 membri

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