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Integrazione: verso una commissione stranieri alternativa

Per Solidarietà senza frontiere nella revisione della legge sull'asilo si deve favorire l'integrazione degli asilanti abrogando il divieto di lavoro Keystone

L'idea è della comunità italiana, visto il perdurare delle incomprensioni all'interno della Commissione federale degli stranieri.

La collettività italiana ha esposto stamattina in conferenza stampa a Berna il progetto di una commissione alternativa, che si occupi concretamente dei temi legati all’integrazione. Su di essa sembrano convergere le altre comunità.

La situazione è ferma da quando i rappresentanti delle comunità di stranieri e di quelli sindacali hanno dato le dimissioni in massa, protestando contro la decisione del ministro di giustizia e polizia Ruth Metzler, di far dipendere direttamente la Commissione federale degli stranieri (CFS), dall’Ufficio federale degli stranieri.

Una scelta che gli stranieri e gli esponenti sindacali non intendono avallare. “L’integrazione non può realizzarla l’Ufficio federale degli stranieri, che ha compiti essenzialmente di polizia”, ha detto Denis Torche, sindacalista, a nome di quanti lo scorso febbraio hanno rassegnato le dimissioni.

Oltre a respingere fermamente l’accorpamento della CFS all’Ufficio degli stranieri, viene chiesta l’istituzione di un delegato all’integrazione. “L’attuale commissione è delegittimata -ha aggiunto Torche-; piuttosto che perdere tempo, vogliamo riflettere e da parte sindacale non mancano certo le idee. Non ce ne stiamo con le braccia conserte”.

I rappresentanti della comunità italiana hanno discusso ieri a Berna della proposta di commissione alternativa. “Non è una cosa ristretta ai membri dimissionari – ha detto Claudio Micheloni – ma va ben oltre e intende coinvolgere sindacati, chiese, associazioni e mondo economico”. Un organismo sull’esempio dell’Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (OSAR), nata sotto la spinta della società civile e poi di fatto riconosciuta dalle autorità federali. Il progetto va ancora strutturato, ha precisato Micheloni.

Accordo è stato espresso dalle altre comunità di stranieri, in particolare da spagnoli, portoghesi, turchi. Perfino il vicepresidente della Commissione federale, Walter Schmid, enrato in carica insieme alla presidente Rosemarie Simmen dopo le dimissioni di Fulvio Caccia, non ha nascosto simpatia per la commissione parallela.

swissinfo e agenzie

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