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Democrazia diretta in Svizzera

L’Austria, un paese che scivola a destra

L'elettorato austriaco ha presentato la fattura ai due partiti storici, commenta la stampa svizzera swissinfo.ch

Le due formazioni di estrema destra sono le grandi vincitrici delle elezioni anticipate austriache. I due partiti di governo - socialdemocratici e conservatori – sono responsabili della loro disfatta, commenta la stampa svizzera.

Le elezioni di domenica sono state “un voto di protesta contro i conservatori (ÖVP, Partito popolare austriaco) e i socialdemocratici (SPÖ, Partito socialdemocratico austriaco), che nel quadro della grande coalizione hanno dato vita a un teatrino vergognoso, fatto di litigi e di bloccaggi”.

“Ad averne approfittato – prosegue il Tages Anzeiger – non sono stati i Verdi e la loro seria politica d’opposizione, bensì due partiti che non propongono nessuna soluzione ed offrono al contrario molti capri espiatori: l’Unione Europea, l’Islam, gli stranieri, i richiedenti l’asilo”.

Al pari del quotidiano zurighese, tutta la stampa svizzera tedesca, che lunedì dedica ampio spazio alle legislative anticipate organizzate domenica in Austria, concorda nel sostenere che i due partiti di governo “se la sono cercata”.

Meglio l’originale

“Gli elettori hanno presentato la fattura all’SPÖ e all’ÖVP”, scrive la Neue Zürcher Zeitung. “Una fattura per un anno e mezzo di grande coalizione, per un anno e mezzo di piccoli mercanteggiamenti, per un anno e mezzo di battibecchi tra rivali gelosi”.

La Basler Zeitung rileva dal canto suo che tutti i partiti, ad eccezione dei Verdi, hanno incentrato la loro campagna su idee populiste. “Il risultato delle votazioni ha però dimostrato che è controproducente cercare di combattere i partiti della destra populista con le loro proprie armi. Gli elettori preferiscono sempre l’originale alle imitazioni”.

Uno degli insegnamenti da trarre da questo scrutinio – aggiunge il Tages Anzeiger – è che i partiti nazionalisti non per forza perdono credito una volta entrati in governo: “Formando una coalizione con Jörg Haider, Wolfgang Schüssel (cancelliere dal 2000 al 2007, ndr) non ha ucciso il drago: l’idra ha perso una testa, ma gliene sono rispuntate altre due”.

Nel suo commento, la Mittelland Zeitung sottolinea che “in Europa è dal 1945 che la destra radicale non raccoglieva così tanti voti”. Il Partito della libertà (FPÖ – dall’11,4% nel 2007 al 18% domenica) di Heinz-Christian Rache e l’Alleanza per il futuro dell’Austria (BZÖ – dal 4,1 all’11%) di Jörg Haider ottengono infatti quasi il 30% delle preferenze.

“Il problema non è la debolezza dei democratici – commenta l’editorialista – bensì la forza della destra. I suoi elettori sanno cosa vogliono: ripartire le ricchezze dell’Austria in modo equo, senza che nessuno proveniente da fuori possa però partecipare a questa spartizione”.

Nuova grande coalizione?

Il risultato uscito dalle urne non lascia comunque presagire nulla di buono per la governabilità dell’Austria, osservano i commentatori. “Dopo questo pasticcio le trattative per formare un nuovo governo saranno molto difficili”, scrive la Neue Zürcher Zeitung.

Malgrado la bocciatura popolare, l’ipotesi di una nuova grande coalizione tra socialdemocratici e conservatori rimane però la più plausibile. “La SPÖ ha escluso di allearsi con la destra radicale e una coalizione tra ÖVP, FPÖ e BZÖ è poco probabile, a causa della politica antieuropea di questi ultimi due partiti”, sottolinea il Bund.

Se conservatori e socialdemocratici riusciranno a raggiungere un accordo, il nuovo cancelliere potrebbe essere il leader della SPÖ, Werner Faymann. “Poiché quest’ultimo si è già profilato come un abile maestro di una politica pragmatica senza principi, non c’è d’aspettarsi nulla di buono”, ritiene la NZZ.

Il Bund, dal canto suo, rileva che “se i due partiti di governo non presteranno sufficiente attenzione alla nuova situazione, è solo una questione di tempo prima che Jörg Haider diventi cancelliere”. “Grazie all’elezione di domenica si è ulteriormente avvicinato al suo obiettivo”, conclude il quotidiano della capitale.

swissinfo

I due partiti di estrema destra FPÖ e BZÖ sono i due grandi vincitori delle elezioni legislative anticipate organizzate domenica in Austria. Il primo passa dal 11% del 2006 al 18%, mentre il secondo dal 4 all’11%.

La SPÖ resta il primo partito con il 29,7% (contro il 35,3% nel 2006).

La ÖVP, al governo assieme alla SPÖ, scende invece dal 34,3 al 25,6%.

I Verdi diventano dal canto loro la quinta forza in parlamento, passando dal 11,4% nel 2006 al 9,8%.

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