L’essenziale in breve
L'iniziativa "per l'imprescrittibilità dei reati di pornografia infantile" chiede che gli autori di crimini di pedofilia e pedopornografia siano perseguibili e punibili a vita.
Lanciata dall’associazione per la tutela dell’infanzia Marche blanche, l’iniziativa ha raccolto quasi 120mila firme. Sia il governo, sia il parlamento svizzeri raccomandano all’elettorato di respingerla. Fra i grandi partiti, soltanto l’Unione democratica di centro (UDC) la sostiene.
In Svizzera, l’imprescrittibilità esiste solo per i crimini contro l’umanità, gli atti terroristici e i genocidi. Gli avversari dell’iniziativa ritengono che i reati di pedofilia e di pedopornografia non possano essere equiparati a simili crimini. Inoltre obiettano che, a distanza di anni, può risultare molto difficile stabilire se la vittima fosse impubera al momento dei fatti.
Il parlamento ha però riconosciuto che i termini di prescrizione attuali – 15 anni a partire dal momento dei fatti, ma almeno fino al compimento dei 25 anni della vittima – erano troppo corti. Ha perciò deciso di allungarli, contando i 15 anni a partire dal compimento dei 18 anni della vittima. In altri termini, la vittima ha tempo fino a 33 anni per sporgere denuncia.
Per i promotori ciò non è tuttavia sufficiente e dunque non hanno ritirato l’iniziativa. A loro avviso, spesso le vittime di questi reati hanno bisogno di molti anni, prima di riuscire a superare lo shock e a denunciare il loro aggressore. Inoltre ritengono che la paura di poter essere perseguiti per sempre avrebbe un effetto deterrente sui pedofili.
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