Merz non teme l’esito delle urne
A novembre il popolo è chiamato ad approvare il regime fiscale della Confederazione: imposta federale diretta e IVA chiedono conferma alle urne.
Fiducioso e praticamente senza opposizione, il ministro delle finanze ha aperto venerdì la campagna per la votazione.
Il ministro delle finanze Rudolf Merz è sceso fiducioso in campo venerdì a Berna, dando così il via alla campagna che precede le votazioni del 28 novembre prossimo. Anche in futuro – ha affermato il primo cassiere federale – la Confederazione ha bisogno dell’imposta federale diretta (IFD) e dell’Imposta sul valore aggiunto (IVA), che sono le sue principali fonti d’introito.
E Hans-Rudolf Merz non ha dubbi: il popolo accetterà la proroga dell’attuale regime finanziario, permettendo così alla Confederazione di svolgere i suoi compiti.
Le due imposte rappresentano infatti oltre il 60 per cento degli introiti federali. Su entrate complessive di 47,2 miliardi di franchi nel 2003, 12,4 miliardi sono costituiti dal gettito dell’IFD e 17,2 da quello dell’IVA.
Incontestato
I cittadini saranno chiamati essenzialmente a prorogare fino al 2020il regime fiscale attuale, che scade fra due anni. Il principio di partecipazione popolare alla definizione del sistema fiscale è fissato nella Costituzione federale dal 1959, dunque periodicamente i cittadini devono andare alle urne per confermare o per smentire la politica fiscale del parlamento e del governo.
Tutti riconoscono l’importanza delle entrate legate ai due sistemi di tassazione. Anche il sistema di prelevamento non è contestato. Privare la Confederazione di queste fonti d’entrata è «semplicemente inimmaginabile». Merz è dunque più che mai convinto che il popolo confermerà queste imposte.
Tassi flessibili
La Costituzione fissa dei tassi minimi d’imposizione e dei tassi privilegiati per il turismo. Le indicazioni fissate nella «magna carta» dello stato garantiscono la stabilità e evitano le velleità dei politici. Ogni modifica sostanziale deve essere avvallata dal voto; così vuole la procedura svizzera, che conosce un sistema di democrazia diretta.
«Si tratta di un’indicazione chiara all’indirizzo del Consiglio federale che non può varcare questi limiti», ha ribadito Merz sostenendo la validità del sistema. Inoltre il ministro ha assicurato: nei prossimi anni non esiste ragione per ritoccare i valori d’imposizione.
Limite temporale
Il fatto di porre dei limiti temporali ad un regime finanziario permette al parlamento, come al popolo di riflettere periodicamente sul sistema fiscale nazionale.
Questa riflessione ha spinto il parlamento, contrariamente all’avviso iniziale del governo, a definire un punto esatto per la verifica. Il governo non voleva restrizioni, ma i deputati hanno preferito fissare il 2020 come appuntamento per un’eventuale revisione generale del sistema.
Il sistema attuale non impedisce comunque una riforma puntuale anche al di fuori degli appuntamenti con il popolo. Attualmente la destra propone per esempio l’introduzione di una «flat tax», un sistema senza progressione che favorisce dunque i ricchi, ma che offre al contempo un sistema amministrativo molto più semplice.
Visto che nessuna proposta alternativa è matura, le maggiori forze politiche sostengono il ministro delle finanze nella campagna per il voto.
swissinfo e agenzie
Il 28 novembre si vota su tre temi:
– Decreto federale concernente la nuova perequazione finanziaria e la ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni (NPC)
– Decreto federale concernente un nuovo ordinamento finanziario
– Legge federale concernente la ricerca sulle cellule staminali embrionali (Legge sulle cellule staminali, LCel)
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